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Sal - Prevenzione, assistenza domiciliare e costi sanità
Roma, 17 feb (Prima Pagina News) Una serata per approfondire il tema della salute del territorio, ma sopratutto sul territorio evidenziando le criticità dei servizi e le prospettive future. «Viviamo in un Paese in cui si fa ancora difficoltà a proseguire una gravidanza a rischio, dove non tutte le donne riescono a essere seguite in modo degno e in certi pronti soccorso manca l’h24». Apre con una denuncia Riccardo Ruà presidente dell’Associazione Adelina Graziani contro la malasanità che nel suo intervento ripercorre alcune tappe della sanità piemontese sottolineando quanto, in questi ultimi 15 anni si sarebbe potuto fare ed evitare semplicemente lavorando bene sui territori: «La Sanità deve entrare nelle famiglie, nelle scuole e una sanità che non è parte integrante del territorio, che non mette in rete sistemi e istituzioni non può essere chiamata tale». Un intervento condiviso e approfondito da un altro relatore, Rachele Sacco presidente del Comitato per l’Ospedale a Chieri e vice presidente dell’associazione Adelina Graziani: «Il nostro territorio è stato vittima dei tagli regionali. Sono stati chiusi reparti e fatte scelte di mero risparmio che nulla tengono conto dei reali bisogni della cittadinanza. L’articolo 32 della Costituzione sancisce che la tutela della Salute è inviolabile, ma non stiamo andando in questa direzione. Ogni giorno ascoltiamo i problemi della popolazione, i casi di malasanità ed è facile notare come queste necessità non siano invece ascoltate dai vertici regionali. Abbiamo casi eclatanti di sprechi di denaro pubblico, investimenti in strutture sanitarie mai realizzate. L’ospedale di Verduno, tra Alba e Bra è uno di questi casi. Uno scempio che dopo 20 anni è ancora in fase di realizzazione - continua la rappresentante cittadina - La Sanità è un’eredità che riceviamo dai nostri genitori e lasciamo ai nostri figli. Qui sul nostro territorio ci sono 5mila cittadini che hanno detto no a queste scellerate politiche della sanità dettate dalle Regioni. Hanno detto no alle partecipate, ma cercano un’umanizzazione delle risorse, con servizi territoriali e ospedali a misura d’uomo». (segue)

(PPN) 17 feb 2017  19:26