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Sal - Prevenzione, assistenza domiciliare e costi sanità (3)
Roma, 17 feb (Prima Pagina News) Prendiamo ad esempio la figura dell’infermiere delle famiglie di comunità che svolge un ruolo essenziale, ma consideriamo anche un altro fattore critico della nostra realtà: la vetustà delle strutture e del personale medico. Se non rinnoviamo questi due ambiti, se non preveniamo, rischiamo tra dieci anni non di avere più la Sanità». Una popolazione che invecchia, che ha sempre più bisogno di assistenza nella cronicità: « Ogni giorno dobbiamo affrontare la fragilità dell’anziano. E’ sempre più in crescita il numero di persone sopra gli 80 anni nell’ortopedia - racconta Elvio Novarese direttore della Struttura complessa di ortopedia e traumatologia dell’Asl to 5 - Le famiglie hanno un ruolo essenziale e il territorio deve dare loro supporto, ma anche il contrario con maggiore integrazioni delle famiglie nelle strutture sanitarie». Circoli viziosi dai quali sembra non si possa uscire: «La questione è che c’è stato negli ultimi anni un arretramento altissimo del sistema sanitario - interviene Andrea Ciattaglia della Fondazione Promozione Sociale Onlus e Direttore della rivista Prospettive assistenziali - Ci sono in Piemonte 30mila malati a cui è stato tolto l’assegno di sussidio. Casi cronici da anni in attesa di cure domiciliari. Persone che finiscono in centri privati che le famiglie non sono più in grado di sostenere economicamente. Credete che una famiglia che ogni mese spende 3mila euro in una struttura sanitaria privata possa fare girare l’economia? No. A un certo punto si affiderà ai pronto soccorso, per disperazione, a danno della Sanità pubblica. Situazioni che non si verificherebbero se venisse messo in azione un piano assistenziale che prende atto delle reali esigenze». Un dibattito sentito e partecipato che ha fotografato una situazione complessa da descrivere come quella del sistema sanitario: «Quello che secondo me dovrebbe essere un buon metodo per fare programmazione nella Sanità è progettare mettendosi nei panni dei malati - conclude Sacco - Troppo spesso ci troviamo di fronte a bravi professionisti, ottimi tecnici che forse non sono mai stati pazienti. Io sono stata da entrambe le parti e quando devi attendere un esito o capire come uscire da una patologia, allora solo in quel caso capisci che i risparmi sulla Sanità non si possono fare sulla pelle delle persone, ma vanno cercati altrove».

(PPN) 17 feb 2017  19:27