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Cronaca - “Gnosis”, racconto raffinato del mondo dell’Intelligence (1)
Roma, 21 apr (Prima Pagina News) “Il termine Gnòsi deriva dal greco antico γνῶσις (gnòsis), vocabolo comune il cui significato originario era "conoscenza". Nelle scienza delle religioni, la parola gnosi assume un significato particolare, in quanto indica una forma speciale di conoscenza religiosa, che non procede dall'esperienza né a partire da principi o postulati, ma si realizza come dono divino, rivelata agli adepti mediante una sorta di illuminazione interiore, al termine di un percorso, spesso misterico, che garantisce il raggiungimento della salvezza spirituale solo a pochi iniziati”.

Questo è il significato che ci dà Wikipedia di Gnosis, e finalmente anche noi abbiamo capito il senso e il significato profondo, che è poi quello della conoscenza pura, a cui si ispira una delle più belle riviste del mondo dell’intelligence, appunto “Gnosis”, rivista dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna, che nasce nel 2004 come evoluzione di "Per aspera ad veritatem", istituita nel 1995 dall’allora SISDe, proprio per promuovere e diffondere la cultura dell’intelligence.

 La rivista, che oggi è diventata davvero il fiore all’occhiello dell’Intelligence italiana nel mondo, si occupa esclusivamente di sicurezza interna e internazionale, avvalendosi delle opinioni dei masimi esperti del mondo istituzionale, accademico, scientifico e di analisti del comparto intelligence. All’interno della rivista troviamo, in ogni suo numero, interviste esclusive, forum di altissimo livello scientifico, saggi inediti, articoli e rubriche su argomenti di estrema e scottante attualità, ma poi ancora commenti, analisi, storia, cultura, e una chicca finale: i fumetti, alcuni dei quali raffinatissimi, attraverso i quali per decenni è stato raffigurato e raccontato “L’agente segreto”. “Spioni sì, ma con un sorriso. Perché ‘dove non c’è umorismo non c’è umanità’, scriveva Eugène Ionesco.

L’ironia è davvero un ‘agente’ indispensabile per un racconto più sereno di un mondo affascinante quale è quello dei ‘Servizi segreti’”.Bene, il grande merito di tutto questo, strano a dirsi, è legato questa volta non ad un giornalista di vaglio, o ad un cronista navigato e giramondo come lo si potrebbe immaginare, esperto magari di trasvolate intercontinentali e vittima dei jet lag, ma ad un Alto Generale dell’Arma dei Carabinieri che ha fatto di Gnosis, in tutti questi ann,i un piccolo grande scrigno e capolavoro dell’editoria di settore.

Rivista raffinatissima, èlitaria in tutti i sensi, fortemente impegnata nel sociale, documentatissima, soprattutto moderna, nei contenuti e nel racconto, per nulla stucchevole e pesante, ma dinamica e piena di vita, soprattutto ricca di novità e di informazioni di altissimo interesse mediatico. A volte, va anche detto, eccessivamente proiettata sul mondo arabo, ma comprendiamo che il tema del terrorismo, per essere ben compreso, ha anche bisogno di una indagine attenta delle aree di crisi del pianeta. Lo ha spiegato benissimo l’altro giorno a Reggio Calabria proprio il Ministro dell’Interno, Marco Minniti, e nessuno meglio di lui conosce bene il mondo di Gnosis e di tutto ciò che sta attorno ai riti dell’intelligence.

 E’ inutile chiedere al Generale Direttore della rivista una intervista, non può rilasciarla, o forse non vuole, o forse se lo facesse tradirebbe la sua formazione personale di uomo di grande cultura, riservato, aristocratico, solenne anche nel modo di accoglierti e di porsi, ma soprattutto straordinario servitore dello Stato. Alle spalle, il generale Gianfranco Linzi ha infatti una carriera straordinaria di impegno e di servizio, che oggi fanno di lui uno degli uomini migliori dell’Arma dei Carabinieri.

Se si ha la fortuna di trascorrere con lui qualche minuto si scopre che ha ragione Stephen Marrin, professore della James Madison University, già analista della CIA e tra i massimi esperti al mondo di analisi d’intelligence, quando teorizza che chi ha passato la vita a studiare l’analisi d’intelligence e “per chi fa dell’analisi il proprio mestiere si tratta di un salutare bagno di umiltà”.

Così è per il Generale-Direttore Gianfranco Linzi, ragazzo d’altri tempi, nato 63 anni fa a San Daniele del Friuli, dottore in Giurisprudenza, Grande Ufficiale al Merito della Repubblica, per anni straordinario ed insuperabile uomo-immagine della Benemerita, e che oggi potrebbe tranquillamente insegnare “Teoria e pratica dell’Umiltà” in una delle Università più prestigiose del mondo, perché è -nei fatti- lui stesso l’immagine plastica dell’umiltà fatta persona.

 Ma forse sta anche qui, in questa sorta di “Chiave di lettura”, che può anche apparire forzata e un tantino retorica, la chiave del grande successo della rivista dell’Agenzia che lui dirige, e che grazie alla genialità di questo “giornalista” così moderno e così preparato, nei fatti guida, accompagna, forma, informa, e detta la deontologia e le regole di vita del mondo dei Servizi Segreti Italiani.

 (1-Segue).

 (Beatrice Nano)

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(PPN) 21 apr 2017  14:10