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mar, 24 ott  2017 
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NEWS PPN  
Cronaca - L'Avvocato risponde... medico condannato per omicidio colposo
Roma, 13 ott (Prima Pagina News) Il semplice sospetto di condotte autolesive renderebbero necessario un accertamento sanitario obbligatorio. E' quanto ha di recente stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 43476/2017.

 La decisione ha ad oggetto il caso di una paziente affetta da schizofrenia paranoide cronica con episodi psicotici acuti, che era stata condotta dal convivente nell'ambulatorio psichiatrico dell'ospedale per aver assunto una quantità eccessiva del farmaco prescrittole.

 La donna, assidua frequentatrice dell'ospedale, si era presentata per l'ennesima volta, dopo aver ingerito un intero flacone di un farmaco aloperidolo. 

In seguito, veniva congedata dall'imputato, con l'impegno a risentirsi telefonicamente la mattina seguente, per valutare il da farsi. Nessun accertamento medico (come previsto dai protocolli in caso di sovraddosaggio e intossicazione da farmaco aloperidolo), nessun ricovero: il medico aveva valutato di congedare la donna, nonostante in più riprese, nei mesi precedenti, avesse manifestato propositi autodistruttivi.

 Fatale l'errore di valutazione. Infatti, poche ore dopo, la paziente si è lanciata nel vuoto dal proprio balcone di casa. La violazione di regole di prudenza e l'aver osservato un comportamento oggettivamente al di sotto della soglia minima della diligenza esigibile, sono costati al medico psichiatra una condanna per omicidio colposo e al risarcimento danni alle parti civili costituite.

 I giudici hanno ritenuto che il comportamento del medico abbia avuto una piena incidenza causale sul suicidio della paziente.

 Laddove l'imputato avesse prospettato la possibilità di ricovero o avesse tenuto la paziente sotto osservazione per un tempo ragionevole, l'evento avrebbe potuto, quasi certamente, essere evitato.

Avv. Sara Bruni



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(PPN) 13 ott 2017  13:05