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Tecno - Cyberspionaggio, Sen. Ferrara: "Sicurezza in Rete passa dall’educazione alla cittadinanza digitale"
Roma, 11 gen (Prima Pagina News) "La notizia dell’arresto dei fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero, per aver trafugato negli anni materiale riservato e dati sensibili, ha aperto un dibattito sull’importanza della sicurezza in Rete; tema su cui cittadini si stanno interrogando rispetto i rischi e sull’importanza di un’adeguata protezione, a maggior ragione per chi svolge ruoli di responsabilità pubbliche”. La Senatrice Elena Ferrara interviene così sull’operazione EyePyramid coordinata dalla Procura di Roma e condotta dal Centro Nazionale Anti Crimine Informatico della Polizia Postale, che ha sgominato l’attività portata avanti dai due fratelli ora chiamati a rispondere dei reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche. “Sarebbero circa 1700 i computer infettati e 20mila le vittime accertate – continua la Parlamentare democratica – numeri che, fanno sapere i vertici della Polizia Postale, potrebbero aumentare una volta esaminati i server dislocati negli Stati Uniti e sequestrati grazie alla collaborazione della Cyber Division del FBI”. Un quadro criminale capace per anni di carpire informazioni molto riservate dei maggiori apparati dello Stato, le cui conseguenze sono ora al vaglio degli inquirenti: “Alla Polizia Postale va il mio ringraziamento per l’operazione condotta che ha permesso di interrompere il primo attacco Apt (Advanced Persistent Threat) ai danni del nostro Paese – continua Ferrara – Si pensi, come sottolineato dal Gip incaricato di seguire le indagini, che i fratelli Occhionero avrebbero tentato di hackerare il sistema informatico dell’Enav, contenente informazioni relative alla sicurezza pubblica dell’aviazione civile”. I dati e le informazioni che viaggiano ogni giorno nelle infinite comunicazioni scambiate online, condizionano infatti la società nella sua globalità, dal mercato alla sicurezza, dalla pubblicità ai rapporti interpersonali. “Se una volta con il termine Privacy si intendeva uno spazio fisico, dove era possibile controllare cosa non condividere con malintenzionati, oggi questo è molto più difficile – spiega la Senatrice Democratica – con l’avvento delle nuove tecnologie in pochi anni sono state abbattute le barriere spazio temporali: un progresso dalle potenzialità ancora sconosciute che certamente implica responsabilità precise e una maggiore presa di coscienza. (segue)

(PPN) 11 gen 2017  17:30