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Pol - Un grande bagno di folla per Sergio Mattarella a Matera (2)
Roma, 17 lug (Prima Pagina News) La seconda parte del suo discorso il Capo dello Stato in visita ufficiale a Matera lo dedica al mondo accademico: “Vorrei esprimere alla Rettrice dell'Università, Aurelia Sole- dice Mattarella- l'apprezzamento per questa iniziativa assunta insieme all'Istituto Maritain e per l'intera attività che svolge l'Ateneo. 

“Lei ha parlato di atenei antichi e giovani- prosegue il Capo dello Stato-, non c'è molta differenza. Vi sono atenei carichi di storia e altri di data più recente; ma gli uni e gli altri sono ugualmente abitati dalla cultura che è insieme antica e giovane. Vi sono atenei discendenti da grandi storie e atenei che sono antenati di grandi storie: gli uni e gli altri sono chiamati a ricercare costantemente l'avanguardia e il miglior livello di ricerca e di insegnamento”.

 “Questa iniziativa è di straordinaria importanza e segue a due altre iniziative: la Cattedra Jean Monnet e la Cattedra Unesco. Vi sono dei legami tra queste tre scelte: la Cattedra Jean Monnet sull'integrazione europea si lega bene alla Cattedra Maritain, così come anche la Cattedra Unesco su paesaggi e cultura comune del Mediterraneo si lega bene a questa nuova Cattedra intitolata a Maritain, nell'ottantesimo anno di 'Umanesimo integrale'.

 “Il legame tra la Cattedra Unesco e quella Maritain è il Mediterraneo. Il Mediterraneo, da luogo di scambi, di cultura, di commerci, di esperienze, di costumi è in questo periodo un luogo di sofferenze, di traffici disumani, spesso di morte. Occorre far prevalere e riaffermare in pieno il suo carattere di legame di civiltà, come è stato prevalentemente per secoli. 

La comunanza di paesaggi e di culture costituiscono l'humus, la base per i diritti umani, per la pace, per il dialogo. “Vi è anche un legame tra la Cattedra Jean Monnet e la Cattedra Jacques Maritain, due grandi francesi, due grandi europei. Basti pensare allo scritto di Maritain del 1940, titolato 'L'Europa e i compiti del dopoguerra' in cui scriveva che il fondamentale compito europeo dopo la guerra sarebbe stato quello di prendere atto della comunità di sentimenti e di pensiero tra gli europei, e che la comunanza di pensiero politico costituiva la base per una reale prospettiva di unione federale. 

“La vicinanza tra i due personaggi è, anche sotto questo profilo, ma non soltanto, di grande significato.In realtà entrambi denunciavano quello che Maritain definì 'Il crepuscolo della civiltà'. Nello stesso discorso del 1939 - poc'anzi citato dal professor D'Andrea - Maritain denunziò il crepuscolo di civiltà che si annunziava, polemizzava con le teorie allora prevalenti di Carl Schmitt sul principio di inimicizia che sarebbe stato alla base del rapporto tra le varie comunità politiche diverse; Maritain lo bollava come il principio della supremazia dell'odio, contrapponendo invece l'esigenza di un altro approccio, e lo diceva ben consapevole della deriva estrema che i nazionalisti stavano recando in Europa da lì a poche settimane con lo scoppio della seconda guerra mondiale, crepuscolo di civiltà”.(2-Segue)

(PPN) 17 lug 2017  22:40