Cultura - L’Istituto Luigi Sturzo riscopre lo scrittore Giulio Andreotti e il suo “Il buono cattivo”
Roma - 12 gen (Prima Pagina News) “Giulio Andreotti scrittore”, è il tema di un incontro di grande interesse non solo politico e letterario che si terrà martedì 16 gennaio alle ore 18 a Roma, all’Istituto Luigi Sturzo in Via delle Coppelle 35, e nel corso del quale -sta qui la vera grande novità dell’evento- Serena Andreotti racconterà del ritrovamento e della pubblicazione di un inedito del vecchio statista Giulio Andreotti dal titolo “Il buono cattivo” e pubblicato da La Nave di Teseo. A dare il benvenuto agli ospiti sarà il presidente dell’Istituto Nicola Antonetti e poi dopo di lui prenderanno la parola Gianni Letta, ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con il Governo Andreotti, ma profondo conoscitore personale di Giulio Andreotti, il giornalista Filippo Ceccarelli, don Roberto Regoli e Francesco Longo. L’introduzione è stata invece affidata ad Angelo Chiorazzo. Ad organizzare questo evento sono sia l’Istituto Luigi Sturzo, sia anche l’Associazione Giovane Europa, e questo in occasione del 99 esimo genetliaco dello statista scomparso. Ma di cosa parla il libro che verrà presentato? E’ il 1970, e siamo in una villa sul lago di Como dove la vedova Falconi amministra una residenza di vacanza frequentata da potenti, generali, magistrati, grandi avvocati. Come in un moderno Decameron, tra vini d'annata e chiacchiere, la compagnia affronta ogni sera, a turno, un diverso argomento. Il protagonista - dietro i cui tratti ammicca l'ombra dell'autore - ascolta e divertito racconta, intrecciando ricordi personali e vita pubblica, temi scottanti e goliardia. Tutto sembra scorrere nella più tranquilla normalità, finché non si unisce alla compagnia un professore di Diritto canonico e matrimoniale, che porge al protagonista un plico di misteriosi racconti. Un romanzo che ancora oggi racconta molto dell'Italia, dei suoi vizi e delle sue inesplorate virtù, nello stile affilato e ironico di un protagonista del nostro tempo. La prefazione è appunto di Serena Andreotti, che ha ritrovato l’inedito dello statista scomparso. Beatrice Nano

(PPN) 12 gen 2018  18:35