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Il Ministero dell'Economia e quello delle Imprese schierano le Fiamme Gialle per monitorare la filiera distributiva. Prezzi in forte ascesa dopo il monito del Qatar: il petrolio corre verso quota 90 dollari.
Il Ministero dell'Economia e quello delle Imprese schierano le Fiamme Gialle per monitorare la filiera distributiva. Prezzi in forte ascesa dopo il monito del Qatar: il petrolio corre verso quota 90 dollari.
Il Governo corre ai ripari di fronte all'improvvisa impennata dei prezzi energetici causata dall'inasprimento del conflitto in Medio Oriente.
Su indicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze, d'intesa con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Guardia di Finanza ha ricevuto il mandato di rafforzare i controlli su tutta la filiera dei carburanti.
L'obiettivo è prevenire fenomeni speculativi e garantire la trasparenza dei prezzi alla pompa, in un momento di estrema volatilità dei mercati internazionali.
La tensione sui mercati è stata alimentata dalle dichiarazioni del ministro dell'Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, il quale, intervistato dal Financial Times, ha lanciato un allarme globale.
Secondo il ministro, il protrarsi delle ostilità potrebbe costringere i Paesi del Golfo Persico a sospendere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane. "Ciò farà crollare le economie mondiali", ha avvertito al-Kaabi, sottolineando che una simile interruzione porterebbe i prezzi del petrolio a livelli insostenibili per la crescita globale.
Le reazioni sulle borse merci non si sono fatte attendere. Dopo il monito qatariota, il petrolio ha ripreso la sua corsa: il Wti ha registrato un balzo del 4% attestandosi a 84,22 dollari, mentre il Brent è avanzato del 2% toccando quota 87,1 dollari. È proprio questa accelerazione dei costi della materia prima ad aver spinto l'esecutivo a mobilitare le Fiamme Gialle per monitorare ogni passaggio, dalla distribuzione allo stoccaggio, fino alla vendita al dettaglio.