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Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti istituisce un Tavolo tecnico per definire criteri di priorità e sbloccare i cantieri delle opere incompiute, coinvolgendo Mef, Regioni e Province autonome. Lo strumento, previsto dal dl Infrastrutture, punta a rafforzare il monitoraggio, individuare le criticità e trasformare le risorse pubbliche in opere complete e utili ai cittadini.
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti istituisce un Tavolo tecnico per definire criteri di priorità e sbloccare i cantieri delle opere incompiute, coinvolgendo Mef, Regioni e Province autonome. Lo strumento, previsto dal dl Infrastrutture, punta a rafforzare il monitoraggio, individuare le criticità e trasformare le risorse pubbliche in opere complete e utili ai cittadini.
Al Mit nasce dunque un coordinamento permanente dedicato al tema delle opere incompiute, chiamato a mettere ordine in un dossier che riguarda centinaia di cantieri fermi sul territorio nazionale. Il Tavolo tecnico, previsto dal decreto Infrastrutture, avrà il compito di definire criteri chiari e condivisi per individuare le opere da sbloccare per prime, in base a priorità strategiche, stato di avanzamento e impatto sui territori.
La composizione è fortemente interistituzionale: ne fanno parte rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del ministero dell’Economia e delle Finanze, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. L’obiettivo è costruire un vero “lavoro di squadra” tra amministrazioni centrali e locali per superare gli ostacoli che hanno bloccato per anni il completamento di molte opere pubbliche, dagli interventi viari alle infrastrutture sociali.
Il Tavolo non si limiterà a fare un’ulteriore mappatura, ma dovrà contribuire a potenziare il monitoraggio delle opere incompiute e a mettere in luce le criticità che ne impediscono la conclusione. Tra i nodi da affrontare rientrano mancanza o rimodulazione dei finanziamenti, problemi tecnici, fallimenti delle imprese appaltatrici, cavilli burocratici, modifiche normative o il mancato rispetto dei requisiti di progetto che, pur a lavori ultimati, rende le opere non fruibili.
Il sottosegretario Tullio Ferrante, che segue in prima persona i dossier relativi alle incompiute, rivendica l’istituzione del Tavolo come un cambio di passo rispetto al passato. L’obiettivo politico dichiarato è voltare pagina rispetto alla “triste stagione” delle opere ferme, facendo sì che ogni euro di risorse pubbliche si traduca effettivamente in infrastrutture funzionanti, sicure e a servizio dei cittadini e delle imprese.