San Marino nuovi rischi finanziari all’orizzonte? L’ombra dell’oligarca bulgaro Kovachki sulla Banca 

Hristo Kovachki, oligarca bulgaro noto per i suoi interessi nel settore energetico, bancario e assicurativo sarebbe pronto ad acquisire le quote della Banca di San Marino dalla Fondazione Ente Cassa di Faetano.

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Mercoledì 26 Febbraio 2025
Roma - 26 feb 2025 (Prima Pagina News)

Hristo Kovachki, oligarca bulgaro noto per i suoi interessi nel settore energetico, bancario e assicurativo sarebbe pronto ad acquisire le quote della Banca di San Marino dalla Fondazione Ente Cassa di Faetano.

San Marino rischia di tornare a essere un crocevia per capitali di dubbia provenienza? Questa è la domanda che aleggia dopo le indiscrezioni riguardanti la possibile vendita delle quote della Banca di San Marino (BSM) da parte della Fondazione Ente Cassa di Faetano. 

A destare preoccupazione sarebbero i potenziali acquirenti: secondo voci interne all’Ente, dietro una rete di società di comodo e prestanome si celerebbe Hristo Kovachki, oligarca bulgaro noto per i suoi interessi nel settore energetico, bancario e assicurativo.

Kovachki, un nome controverso


Kovachki è un personaggio ben noto alle cronache internazionali, citato in casi di corruzione legati all’industria energetica bulgara e finito nel mirino di Greenpeace per le attività inquinanti di oltre 150 compagnie industriali a lui riconducibili. Non solo: il suo nome compare anche in documenti riservati statunitensi resi pubblici da Wikileaks. Se tali indiscrezioni fossero confermate, l’ingresso di Kovachki nel sistema bancario sanmarinese potrebbe aprire scenari complessi per la Repubblica.

Un percorso di vendita poco trasparente?

Secondo le informazioni trapelate, la vendita della BSM non si starebbe svolgendo secondo pratiche trasparenti. Diverse realtà europee interessate all’acquisto sarebbero state scartate senza motivazioni chiare, in favore di un potenziale accordo con il magnate bulgaro. La mancanza di una procedura di gara formale solleva interrogativi sulla regolarità dell’operazione e sulla reale volontà di garantire un processo competitivo e trasparente.

Legami istituzionali e conflitti d’interesse

L’anomalia più evidente riguarda i collegamenti tra l’Ente Cassa di Faetano e le istituzioni sammarinesi. Il presidente dell’Ente, Marco Beccari, è infatti padre di Luca Beccari, Segretario di Stato per gli Affari Esteri. Una coincidenza che, sebbene non implichi automaticamente irregolarità, alimenta i sospetti su possibili influenze politiche nella scelta dell’acquirente.

Un’offerta con “bonus” sospetti
A rendere ancora più opaca la vicenda sarebbe un particolare non di poco conto: l’offerta di acquisto attribuita a Kovachki prevedrebbe, oltre al prezzo per le quote della BSM, una “donazione” annuale di 500.000 euro all’Ente Cassa per cinque anni. Una clausola del tutto inusuale nel panorama delle operazioni bancarie, che solleva legittimi dubbi sulla correttezza e sulla legittimità dell’accordo.

Il ruolo della Banca Centrale e gli scenari futuri

Resta da capire quale sarà la posizione della Banca Centrale di San Marino, l’ente preposto alla vigilanza sul sistema bancario e sulla trasparenza delle operazioni finanziarie. Starà a questa istituzione garantire che eventuali transazioni rispettino criteri di onorabilità e adeguatezza degli acquirenti, scongiurando il rischio che San Marino diventi una nuova via d’accesso per capitali di provenienza poco chiara.

Al momento si tratta di indiscrezioni, sebbene provenienti da fonti interne considerate affidabili. La situazione merita attenzione, e sarà cruciale osservare come si evolveranno gli eventi nelle prossime settimane. La Repubblica di San Marino saprà proteggere la propria reputazione finanziaria o si aprirà a nuovi, rischiosi scenari internazionali?


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