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Nell’ambito di Polis, Poste ha già installato più di 2.600 colonnine di ricarica nei comuni sotto 15mila abitanti e punta a 5.000 entro l’anno, rafforzando infrastrutture, servizi PA e lotta allo spopolamento.
Nell’ambito di Polis, Poste ha già installato più di 2.600 colonnine di ricarica nei comuni sotto 15mila abitanti e punta a 5.000 entro l’anno, rafforzando infrastrutture, servizi PA e lotta allo spopolamento.
La rivoluzione elettrica parte dai piccoli comuni: Poste Italiane ha superato quota 2.600 colonnine di ricarica per veicoli elettrici installate nell’ambito del Progetto Polis, pensato per portare servizi della Pubblica amministrazione e nuove infrastrutture green in circa 7.000 uffici postali dei centri con meno di 15mila abitanti. L’obiettivo entro l’anno è arrivare a 5.000 stazioni di ricarica in circa 3.500 Comuni, posizionate sia nei parcheggi degli uffici postali sia in aree pubbliche, costruendo una rete diffusa a supporto della mobilità sostenibile.
La mappa delle colonnine racconta un’Italia più equilibrata: 35% al Nord, 20% al Centro, 30% al Sud e 15% nelle isole, con un’attenzione particolare alle aree interne spesso escluse dai grandi investimenti infrastrutturali. Polis, finanziato con 800 milioni del piano complementare al PNRR e oltre 400 milioni messi direttamente da Poste, mira a trasformare 6.933 uffici postali in sportelli unici di prossimità, dove servizi digitali, PA e ricarica elettrica convivono in un’unica piattaforma territoriale.
L’impatto economico stimato è rilevante: il progetto dovrebbe generare 1.061 milioni di euro di Pil tra 2022 e 2031, 484 milioni di redditi da lavoro e circa 18.600 posti di lavoro tra fase di realizzazione e gestione. Ma il valore va oltre i numeri: rafforzare la presenza di servizi e infrastrutture nei piccoli centri aiuta a frenare lo spopolamento, accorcia le distanze tra cittadini e PA e inserisce anche i borghi nella mappa nazionale della mobilità elettrica.