Calcio: addio a Andy Brehme, tra le icone tedesche dell'Inter di Trapattoni
Il Campione del Mondo è morto all'età di 63 anni.
(Prima Pagina News)
Martedì 20 Febbraio 2024
Roma - 20 feb 2024 (Prima Pagina News)
Il Campione del Mondo è morto all'età di 63 anni.
A poco più di un mese dalla scomparsa di Franz Beckenbauer, avvenuta il 7 gennaio, il calcio piange la morte di un'altra icona: Andreas "Andy" Brehme, autore del celebre rigore che portò la Germania Ovest alla vittoria del Mondiale di Italia '90 contro l'Argentina di Diego Armando Maradona e icona dell'Inter della triade tedesca - di cui facevano parte anche Lothar Matthäus e Jurgen Klinsmann - allenata da Giovanni Trapattoni, che vinse lo Scudetto nel 1989, nonché la Supercoppa Italiana e la Coppa Uefa.

L'ex terzino è stato stroncato da un arresto cardiaco: è stato portato al pronto soccorso della clinica di Ziemssenstraße, vicino alla sua casa di Monaco di Baviera, ma non c'è stato nulla da fare. Lascia la sua compagna, Susanne Schaefer, e i due figli avuti dalla sua prima moglie, Pilar.

"Un giocatore magnifico, un grande interista. Ciao Andy, per sempre leggenda", ha scritto l'Inter su X.

Nato ad Amburgo il 9 novembre 1960, si appassionò subito al calcio, grazie a suo padre Bernd. A soli 5 anni, entrò nella Giovanile del Barmbek-Uhlenhorst, squadra del suo quartiere natio, e dopo aver affrontato le tappe necessarie, arrivò al Saarbrücken, per poi approdare al Kaiserslautern e al Bayern Monaco.

Dopo aver vinto una Bundesliga e una Supercoppa con quest'ultima squadra, nel 1987 lasciò la Germania per approdare in Italia, dove giocò nell'Inter di Trapattoni, diventandone uno dei calciatori più importanti.

Nel 1992, invece, si trasferì in Spagna, dove giocò per la Real Saragozza, ma soltanto un anno dopo fece ritorno nella sua Germania, al Kaiserslautern, dove concluse la sua carriera nel 1998, con la vittoria di un altro Campionato e di una Coppa di Germania.

Apprezzato per il suo formidabile mancino, con cui batteva straordinari calci da fermo, Brehme era in realtà ambidestro, e poteva scendere in campo anche nel ruolo di mediano.

Al termine della sua carriera, però, arrivarono i problemi: innanzitutto, fu indagato per guida in stato d'ebbrezza, indagine che portò ad un nulla di fatto, poi la fine del suo matrimonio con Pilar, da cui divorziò nel 2010.

Con il divorzio, arrivarono anche i problemi economici: dovendo pagare gli alimenti all'ex moglie, non gli rimase nulla in termini finanziari, tanto che dovette vendere la sua casa di Montecarlo perché aveva accumulato debiti per più di 200 mila euro. Per cercare di guadagnare qualcosa, partecipò anche ad un talent show.

Aveva bisogno di essere aiutato, ma non ebbe il coraggio di chiedere una mano. A farlo per lui fu Franz Beckenbauer, che chiese alla Dbf di aiutarlo. Dopo che un suo ex compagno, Oliver Straube, lo provocò offrendogli un lavoro come addetto alla pulizia dei bagni della sua ditta, fu il Bayern Monaco a salvarlo, facendolo lavorare come osservatore.

Grazie a questo lavoro, potè ripagare i suoi debiti. Sembrava che non ci fossero più problemi, fino all'arresto cardiaco che si è rivelato mortale.

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