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Il Presidente attacca i giudici dopo il "no" alle tariffe e rassicura i suoi sostenitori: "Abbiamo già pronta una contromossa".
Il Presidente attacca i giudici dopo il "no" alle tariffe e rassicura i suoi sostenitori: "Abbiamo già pronta una contromossa".
Non si è fatta attendere la furia di Donald Trump dopo la sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato illegittimi i dazi del 'Liberation Day'.
Secondo quanto riportato dalla CNN, il Presidente americano ha definito la decisione dei giudici una "vergogna", accusando la Corte di aver limitato i poteri necessari per proteggere l'economia nazionale in un momento di emergenza.
Nonostante la pesante sconfitta giudiziaria, Trump ha ostentato sicurezza, assicurando ai suoi collaboratori e alla nazione di essere già pronto a reagire. Il tycoon avrebbe infatti confermato di avere un "piano di riserva" già operativo per aggirare il blocco della Corte Suprema e mantenere alta la pressione tariffaria sui mercati esteri.
Fonti della Casa Bianca suggeriscono che il piano potrebbe passare attraverso nuovi ordini esecutivi o una richiesta di delega d'urgenza al Congresso, dove i repubblicani mantengono una solida maggioranza.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inferto un colpo durissimo alla politica commerciale di Donald Trump, bocciando con una maggioranza di 6 voti a 3 l'imposizione dei dazi legati al cosiddetto 'Liberation Day'.
Secondo la massima autorità giudiziaria americana, il Presidente non può ricorrere all'International Emergency Powers Act (IEEPA) per giustificare tariffe doganali in assenza di un mandato esplicito del Congresso.
La legge, approvata negli anni '70 per limitare i poteri esecutivi dopo le decisioni di Richard Nixon post-crisi di Bretton Woods, permette al Presidente di regolare le importazioni solo in caso di "minacce straordinarie" alla sicurezza nazionale.
Tuttavia, la Corte ha stabilito che la norma non cita esplicitamente i dazi, la cui gestione rimane competenza esclusiva del Congresso, al pari delle tasse. L'effetto sui mercati è stato immediato e vigoroso.
La decisione ha dissipato i timori di un'escalation protezionistica, spingendo le Borse europee a un'accelerazione repentina: Milano segna +1,5%, seguita da Parigi (+1%), Londra (+0,7%) e dai rialzi dello 0,5% di Madrid e Francoforte. Sostanzialmente stabile l'euro a 1,1776 sul dollaro, mentre lo spread Btp-Bund resta ancorato a 60 punti base.
Reazione positiva anche oltreoceano con Wall Street in rialzo: il Dow Jones sale dello 0,33% (49.559,62 punti), il Nasdaq avanza dello 0,57% (22.808,38) e lo S&P 500 mette a segno un +0,44%.