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Il "padrino" degli undici anni di latitanza è deceduto a 87 anni nel reparto carcerario del San Paolo di Milano. Condannato all'ergastolo per la Strage di Capaci, era uno degli ultimi grandi alleati dei corleonesi.
Il "padrino" degli undici anni di latitanza è deceduto a 87 anni nel reparto carcerario del San Paolo di Milano. Condannato all'ergastolo per la Strage di Capaci, era uno degli ultimi grandi alleati dei corleonesi.
Si chiude una delle pagine più oscure e sanguinose della storia criminale italiana. Benedetto "Nitto" Santapaola, il boss indiscusso di Cosa Nostra a Catania, è morto questo pomeriggio intorno alle 18:30 all'età di 87 anni.
Il decesso è avvenuto nel reparto carcerario dell'ospedale San Paolo di Milano, dove il capomafia era ricoverato pur rimanendo sottoposto al regime di carcere duro del 41-bis. Santapaola, nato nel capoluogo etneo il 4 giugno 1938, era considerato uno dei vertici più potenti e spietati dell'organizzazione, capace di trasformare Catania in una roccaforte mafiosa legata a doppio filo con la strategia stragista dei corleonesi di Totò Riina.
La sua parabola criminale aveva subito una svolta definitiva all'alba del 18 maggio 1993, quando i carabinieri lo catturarono in un casolare nelle campagne di Mazzarrone, mettendo fine a una latitanza durata ben undici anni.
Da allora non aveva più lasciato il carcere, accumulando numerose condanne all'ergastolo in via definitiva.
Il suo nome resta legato ai momenti più tragici della Repubblica: oltre a essere stato il mandante di innumerevoli omicidi e stragi, le sentenze hanno accertato il suo ruolo operativo nella fase esecutiva della Strage di Capaci, il 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.
Con la morte di Santapaola scompare un pezzo del vertice di quella "cupola" che tra gli anni Ottanta e Novanta dichiarò guerra allo Stato. La sua gestione del potere mafioso nella Sicilia orientale si era distinta per una spietata efficacia militare unita a una fitta rete di alleanze strategiche, rendendolo per decenni l'interlocutore privilegiato di Riina fuori dalla provincia di Palermo.