Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
La premier difende il sottosegretario nello speciale "Sì o No" ma annuncia un chiarimento. Mentre Il Domani e Il Fatto pubblicano nuovi scatti delle cene alla bisteccheria con il capo di gabinetto Bartolozzi, le opposizioni insorgono: "Dimissioni subito". FdI replica: "Fango montato ad arte prima del referendum".
La premier difende il sottosegretario nello speciale "Sì o No" ma annuncia un chiarimento. Mentre Il Domani e Il Fatto pubblicano nuovi scatti delle cene alla bisteccheria con il capo di gabinetto Bartolozzi, le opposizioni insorgono: "Dimissioni subito". FdI replica: "Fango montato ad arte prima del referendum".
Esplode il caso politico intorno al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, immortalato in nuovi scatti fotografici presso la "Bisteccheria d'Italia", locale legato alla famiglia di Mauro Caroccia (condannato per reati di mafia).
La tempesta mediatica, alimentata dalle rivelazioni di Il Domani e Il Fatto Quotidiano, ha portato la premier Giorgia Meloni a intervenire direttamente durante lo speciale "Sì o No" su La7.
Le immagini mostrano Delmastro nel locale sia a fine gennaio 2026, sia lo scorso giugno in compagnia della capa di gabinetto del Ministero, Giusi Bartolozzi. "Delmastro è stato leggero, ma da qui a dire che è connivente... Se c'è stata una manina che dice 'tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum', gli italiani valuteranno. Però non c'entra niente con il referendum sulla giustizia. Ovviamente parlerò con Delmastro con il quale non sono riuscita a parlare. Io guardo i fatti che conosciamo ora e che io conosco dalla stampa, non so da chi li conosca la stampa", ha detto Meloni.
Interpellata da Enrico Mentana sulla possibile regia dietro la diffusione delle foto, la premier ha aggiunto: "Non lo so, sono cose che a volte accadono, ma, insomma, anche qui eventualmente l'ho messo in conto.
Il fatto di Delmastro dice che c'è un sottosegretario di Stato che acquista le quote di un ristorante con dei soci incensurati e che quando scopre che non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci, ha problemi con la giustizia, vende quelle quote. Attenzione, non vende quelle quote quando la notizia esce sul giornale, vende le quote quando lo scopre. Se la questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi, la magistratura farà il suo corso".
Le reazioni delle opposizioni sono state immediate e durissime: "Il sottosegretario aveva detto di avere interrotto rapporti con questa famiglia, di essere immediatamente uscito dalla stessa società non appena saputo dei legami del Caroccia con il clan. Delmastro aggrava una situazione già molto insostenibile. Se fosse un film, il titolo potrebbe essere 'Le cene dei bugiardi'. Non è un film, purtroppo. È la tragica realtà di persone che devono lasciare al più presto i loro ruoli ad un Ministero che si chiama della Giustizia", ha detto il dem Walter Verini.
"Come fa a dire che non sapeva chi fosse la sua socia in affari e chi fosse il padre? Delmastro sempre più incompatibile con il ruolo di sottosegretario. Lasci l'incarico e con lui la capo di gabinetto Bartolozzi. La giustizia non può essere nelle mani di figure così inadeguate", dichiara la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga.
"Delmastro si deve dimettere stasera. Meloni deve azzerare il gruppo dirigente del Piemonte. Ma il problema è che lei è prigioniera. Prigioniera dei suoi compagni di partito: e lo è perché hanno condiviso insieme una storia, battaglie e dei segreti", ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte.
"La situazione si fa sempre più indecente, la difesa d'ufficio della presidente Meloni appare ormai grottesca. Abbiamo presentato una mozione di censura per chiedere alla premier Meloni di rimuoverlo immediatamente. Questo governo non conosce la vergogna oltre ad avere una concezione sconcertante della legalità e dell'etica pubblica". Così irappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Antimafia e Giustizia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato, Luigi Nave e Roberto Scarpinato .
Marco Grimaldi di Avs ha sollevato dubbi anche sulle dichiarazioni passate del ministro Crosetto, chiedendosi se i contatti fossero legati alla precedente attività di avvocato di Delmastro: "Secondo il Ministro Crosetto, gli unici rapporti di Delmastro con la criminalità sarebbero stati in veste di avvocato. In qualche modo è come se Crosetto avesse risposto alle nostre domande al posto di Delmastro", dice. "Sarebbe dunque come avvocato che ha incontrato la famiglia Caroccia? Per caso il Ministro Crosetto sa altro che noi non sappiamo? Delmastro avrebbe difeso qualche membro di quella famiglia? E quale avvocato, conoscendo la posizione dei suoi assistiti, deciderebbe di aprire con loro un ristorante? O Crosetto si metterebbe in società con una diciottenne che non conosce? Ma ecco che spuntano altre foto e dimostrano che Delmastro ha mentito: a gennaio era di nuovo alla Bisteccheria d'Italia, benché avesse già venduto le sue quote. Altro che presa di distanza. Mentre una foto dello scorso giugno lo ritrae sempre lì insieme alla capo di gabinetto Giusy Bartolozzi. Aspettiamo - conclude - le dimissioni di entrambi".
A difesa del sottosegretario è intervenuto Edmondo Cirielli, Coordinatore della Direzione Nazionale di FdI: "La sinistra, avendo perso ogni forma di credibilità istituzionale e politica, fa opposizione chiedendo ogni settimana le dimissioni di almeno due esponenti del governo. Sulla vicenda attuale, montata ad arte — guarda caso a pochi giorni dal referendum costituzionale — non si comprende perché il sottosegretario Delmastro dovrebbe dimettersi. Allo stato dei fatti non emergono comportamenti civilmente o penalmente rilevanti, né profili di illiceità amministrativa. Delmastro rimane al suo posto e il giudizio sul suo operato al Ministero è sempre stato pienamente soddisfacente."