UniRai, “Il valore delle Teche, il ruolo dei TCO, la RAI sui social”.
Uno dei passaggi fondamentali del progetto politico di UniRai riguarda le TecheRai e la qualità delle immagini, un patrimonio unico al mondo che non va sottovalutato e che anzi va difeso tutelato e rivalutato.
di Pino Nano
Giovedì 30 Novembre 2023
Roma - 30 nov 2023 (Prima Pagina News)
Uno dei passaggi fondamentali del progetto politico di UniRai riguarda le TecheRai e la qualità delle immagini, un patrimonio unico al mondo che non va sottovalutato e che anzi va difeso tutelato e rivalutato.

Per UniRai, la nuova Associazione aperta a tutti i giornalisti della Rai Radiotelevisione Italiana, “libera da ogni pregiudizio ideologico, lontana dalla propaganda politica e saldamente ancorata ai valori costituzionali”, i temi della valorizzazione delle immagini e della conservazione di un patrimonio immenso e prezioso rimangono strategici.

Anche in questo caso sarà importante ribadire all'azienda l’importanza di politiche volte a riportare all'interno la produzione delle immagini e ad affrontare problemi irrisolti e che impattano sul lavoro quotidiano dei colleghi: qualità dei materiali girati, archiviazione, utilizzo delle teche, ormai cronica carenza dei telecineoperatori.

UniRai, su questo, non concede nessuna mediazione: “Il ruolo dei telecineoperatori, in particolare, viene sempre più affidato ai tecnici interni di produzione che spesso si trovano ad apprendere da autodidatti come utilizzare la telecamera: sarebbe quindi importante prevedere corsi ad hoc su tecniche e regole di base”.

Sarà poi fondamentale garantire in tutte le gare d'appalto il rispetto di standard di qualità elevati. Allo stesso tempo, non dovrà essere un tabù ragionare sui nuovi modelli di giornalismo multimediale in grado di integrare e supportare l'attuale modello produttivo.

E qui altro tema fondamentale per il nuovo progetto di UniRai, quello della “presenza web e social che deve garantire al servizio pubblico una penetrazione adeguata e competitiva in un mercato in costante evoluzione, che vede l’azienda in preoccupante ritardo. La frammentazione dell’offerta e degli investimenti si è rivelata una scelta perdente nel corso degli anni”.

Lo stesso vale per il linguaggio della rete, che è poi il futuro della vita di ognuno di noi.

Per i vertici di UniRai, (Elisabetta Abbate, Maurizio Colantoni, Sergio De Nicola, Giulia Di Stefano, Stefano Fumagalli, Antonella Gurrieri, Virginia Lozito, Francesco Palese, Antonio Ranalli, Omar Reda, Andrea Romoli e Sara Verta)  “la Rai ha invece il dovere di acquisire un profilo professionale che sia all’altezza del suo ruolo anche nella comunicazione digitale. UniRai si batterà affinché vengano valorizzate e formate competenze di giornalisti che siano in grado di sviluppare nuovi linguaggi, studiati per le diverse piattaforme e non come la mera trasposizione dei contenuti televisivi online”.

Questo significa che “è urgente accelerare la creazione di nuclei di giornalisti altamente specializzati sul digitale, in grado di lavorare sulle diverse piattaforme, in team con diverse figure professionali e di altri settori dell’azienda e con i colleghi televisivi che sempre più devono contribuire al prodotto web/social”.

Non ci sono dubbi, c'è bisogno di sviluppare sinergie positive, lasciandosi alle spalle divisioni e personalismi, per riuscire a imporsi sul mercato con la potenza di fuoco di un’informazione autorevole, certificata e capillare anche grazie agli inviati e alla penetrazione territoriale delle testate regionali, ma sempre capace di soddisfare le esigenze del pubblico.

Naturalmente- osservano i vertici di UniRai- “Va elaborata una policy efficace sui social, che rappresentano un importante luogo di "brand building" e un mezzo per intercettare le fasce più giovani, ma che deve essere affrontato con professionalità e rigore, evitando di cadere nell’imitazione di realtà che nulla hanno a che fare con i principi del servizio pubblico”.

Anche sui social, l’obiettivo resta dunque sempre di più la valorizzazione dell’azienda Rai, creando un circolo virtuoso che riporti pubblico e contatti e senza sperperare il materiale e le risorse a favore delle grandi piattaforme.

Un programma complesso, articolato, fortemente motivato questo di UniRai, e che conosceremo meglio, in maniera più completa oggi 30 novembre in occasione del lancio ufficiale del nuovo Movimento a cui ci sarebbero già almeno 300 iscritti.

Per la Rai si prepara dunque una nuova stagione sindacale.(3-Fine)


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