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Nel corso dell’anno sono stati destinati 1.800.114,13 euro alla ricerca scientifica e alla valorizzazione degli archivi italiani (+14% rispetto al 2024), finanziando 136 progetti su 347 domande.
Nel corso dell’anno sono stati destinati 1.800.114,13 euro alla ricerca scientifica e alla valorizzazione degli archivi italiani (+14% rispetto al 2024), finanziando 136 progetti su 347 domande.
Il 2025 è stato un anno di grandi risultati per la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, nell’ambito delle linee di indirizzo del Ministro Alessandro Giuli, orientate al rafforzamento del ruolo degli archivi come presìdi della memoria e strumenti di accesso al patrimonio documentario.
Nel corso dell’anno sono stati destinati 1.800.114,13 euro alla ricerca scientifica e alla valorizzazione degli archivi italiani (+14% rispetto al 2024), finanziando 136 progetti su 347 domande. Ai Progetti di Ricerca Scientifica sono stati assegnati 1.087.614,13 euro per 89 progetti selezionati su 246 candidature, con una crescita del 31% rispetto al 2024(826.574 euro). Agli archivi dei movimenti politici e sindacali sono stati destinati 712.500 euro, con 47 progetti finanziati su 101, pari al 100% delle risorse previste dalla Legge di Bilancio 2018.
Sul fronte digitale, è stata conclusa la digitalizzazione dei procedimenti penali relativi al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro e presto sarà consultabile attraverso il Portale Archivi nazionali. È stata per la prima volta applicata l’intelligenza artificiale per la trascrizione automatizzata dei documenti archivistici nei 102 Archivi di Stato italiani. Apripista l’Archivio di Stato di Caserta, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università “Federico II” di Napoli, dove sono state già concluse le trascrizioni di alcune “platee” di epoca borbonica. Nello stesso ambito si collocano gli interventi di semplificazione amministrativa nei territori colpiti dai sismi del 2009 e del 2016, con la digitalizzazione di circa un milione di pratiche edilizie in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
Accanto alla digitalizzazione, nel 2025 si è sviluppata un’attività di valorizzazione culturale che ha visto gli Archivi di Stato partecipare per il secondo anno a Roma Arte in Nuvola e promuovere iniziative nazionali come la Festa della Musica, le Giornate Europee del Patrimonio, la Domenica di Carta e Carte in Dimora. Significativi gli eventi inaugurati: dalla mostra su “Giovanni Spadolini e la nascita del Ministero della Cultura” (Firenze) ai disegni restaurati della Fabbrica del Vittoriano (Archivio centrale dello Stato), mentre a Caserta sono state inaugurate ben due mostre: una dedicata alla Liberazione (“La Reggia liberata (1943–1947)” e l’altra relativa alla lavorazione della mozzarella e all’allevamento bufalino (“La dama bianca”).
Sono proseguite le iniziative di sistema, tra cui la creazione e il deposito di un marchio unitario per tutti e 102 Archivi di Stato che verrà utilizzato per creare la prima linea di merchandising che utilizzerà immagini e testi tratti dagli oltre 15 milioni di documenti presenti; le Linee guida per l’accessibilità e l’inclusione e i progetti di divulgazione di video-documentari su 8 Archivi denominato “Gli archivi raccontano l’Italia”, realizzato in collaborazione con l’Università del Sannio.
Particolare attenzione è stata riservata alle sedi archivistiche: nel 2025 sono state inaugurate le nuove sedi degli Archivi di Stato di Barletta e Ascoli Piceno, riaperto l’Archivio di Stato di Campobasso, acquisiti immobili a Brescia e Varese, avviati interventi di riqualificazione a Latina, Chieti e Potenza. Nel triennio 2022–2025 gli investimenti complessivi in immobili e adeguamenti strutturali hanno superato i 61,6 milioni di euro.
In crescita le donazioni in favore degli Archivi di Stato grazie al progetto Donare alla storia che ha visto l’installazione di “totem digitali” per sollecitare donazioni in 27 Archivi di Stato su tutto il territorio nazionale, collegati alle agevolazioni dell’Art Bonus.
Sul piano internazionale, la Direzione generale Archivi ha rafforzato la partecipazione ai principali organismi di settore come attestato dalla presidenza italiana della Commissione internazionale degli Arolsen Archives, dalla stipula degli accordi con Turchia e Albania e dagli scambi culturali con gli archivi spagnoli.
Nel 2025 ha trovato nuovo impulso anche l’attività editoriale, con la riattivazione della “Rassegna degli Archivi di Stato” e dalla inaugurazione della nuova collana “Pubblicazioni degli Archivi di Stato – Saggi”, entrambi edite dalla Viella Libreria Editrice.