Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Tra l’eleganza senza tempo della Vespucci e la potenza moderna della Ferrari, una giornata dove disciplina, bellezza e memoria si sono fuse in un messaggio chiaro: non conta chi parte, ma chi ha il coraggio di perseverare.
Tra l’eleganza senza tempo della Vespucci e la potenza moderna della Ferrari, una giornata dove disciplina, bellezza e memoria si sono fuse in un messaggio chiaro: non conta chi parte, ma chi ha il coraggio di perseverare.
Le premesse della giornata si sono concretizzate positivamente: tra gli addetti si percepiva un modello di disciplina non casuale, ma ben organizzato. I visitatori sembravano smarrirsi tra la grande Nave e la filante quattro ruote, la scelta di chi è la più bella è impossibile, ma, poi? Cosa univa la vela di trinchetto con l’alettone della Ferrari; Il dubbio si è risolto quando un dodicenne romano cappellino e maglietta Vespucci ha chiesto al papà in perfetto idioma “a pà che vor dì ma quel che preserva”? La esatta lettura del papà del motto della Vespucci:
ha aperto la cassetta dei miei ricordi. Momenti che ancora oggi stiamo vivendo e che supereremo da Italiani; chi non ricorda il 1992 il Destriero Cantiere Fincantieri La Spezia Bandiera Blu, la Ferrari di sicuro farà suo il motto della Nave più bella del Mondo. (Antonio Bernazza)