Breaking news infrastrutture - Parte l’asta su Telepass: fondi globali in corsa, valutazione fino a 4 miliardi e closing entro settembre

Si apre ufficialmente il processo di vendita di Telepass, con Bain, Warburg Pincus e Advent in data room e offerte non vincolanti entro il 31 marzo. Mundys e Partners Group pronte a cedere fino al 100% per una valutazione attesa di circa 4 miliardi, spinta da ricavi oltre 500 milioni ed Ebitda vicino a 300 milioni.

(Prima Pagina News)
Giovedì 12 Marzo 2026
Roma - 12 mar 2026 (Prima Pagina News)

Si apre ufficialmente il processo di vendita di Telepass, con Bain, Warburg Pincus e Advent in data room e offerte non vincolanti entro il 31 marzo. Mundys e Partners Group pronte a cedere fino al 100% per una valutazione attesa di circa 4 miliardi, spinta da ricavi oltre 500 milioni ed Ebitda vicino a 300 milioni.

Il dossier Telepass entra nella fase calda. Dopo l’invio dell’information memorandum ai potenziali acquirenti lo scorso 2 marzo, gli advisor hanno aperto la data room ai grandi fondi internazionali interessati, tra cui Bain Capital, Warburg Pincus e Advent, già da tempo sul file. Il calendario è serrato: le offerte non vincolanti sono attese entro il 31 marzo, con l’obiettivo di passare alle offerte definitive tra fine maggio e inizio giugno e chiudere la vendita entro settembre.

Il perimetro dell’operazione è nel frattempo cambiato rispetto agli scenari iniziali. Non è più sul tavolo solo l’uscita del socio di minoranza Partners Group, che detiene il 49%, ma anche l’azionista di maggioranza Mundys, al 51%, si è detta disponibile a valutare la cessione dell’intero capitale sociale per massimizzare il valore dell’asset. La condizione posta è chiara: vendere solo davanti a un’offerta in grado di generare un significativo incremento di valore rispetto all’ingresso di Partners Group nel 2021, quando aveva investito poco più di un miliardo per la sua quota.

Sul fronte numeri, Telepass si presenta al mercato con fondamentali in forte crescita. I ricavi nel 2025 hanno superato la soglia dei 500 milioni di euro, con un Ebitda stimato a fine anno vicino ai 300 milioni, a fronte di un indebitamento contenuto intorno ai 130 milioni. È su queste basi che gli azionisti guardano a un enterprise value nell’ordine dei 4 miliardi, livelli che riflettono multipli tipici per asset infrastrutturali “core” e ad alta visibilità dei flussi di cassa.

Telepass non è più solo telepedaggio. Accanto al core business sui caselli, la società offre oggi circa 30 servizi complementari – dal pagamento dei parcheggi alla ricarica elettrica, dai taxi ad altre soluzioni di mobilità smart – ed è presente in 17 Paesi europei, posizionandosi come piattaforma digitale per la mobilità integrata. Il forte interesse dei fondi infrastrutturali e di private equity nasce proprio da questa combinazione di ricavi ricorrenti, possibilità di espansione internazionale e potenziale ulteriore sviluppo dei servizi digitali.

Negli anni scorsi, sul dossier avevano già posato gli occhi altri player: dagli emiratini di Salik ai portoghesi di Via Verde, fino ai fondi Stonepeak e Apg, a conferma della rilevanza strategica dell’asset nel panorama europeo dei pedaggi e dei servizi di mobilità. Partners Group, intanto, prosegue nel percorso di rotazione del portafoglio infrastrutturale, mentre per Mundys la partita Telepass rappresenta l’occasione di cristallizzare valore su un asset che pesa solo una piccola quota del margine operativo complessivo, ma con alta visibilità industriale.


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