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Emergenza sanitaria nel capoluogo campano dopo il boom di contagi da gennaio a oggi. Scattano i controlli a tappeto dei NAS su ristoranti e mercatini; gli esperti rassicurano sulla rete idrica ma invocano la vaccinazione.
Emergenza sanitaria nel capoluogo campano dopo il boom di contagi da gennaio a oggi. Scattano i controlli a tappeto dei NAS su ristoranti e mercatini; gli esperti rassicurano sulla rete idrica ma invocano la vaccinazione.
La città di Napoli affronta una crescita esponenziale di contagi da epatite virale di tipo A, situazione che ha spinto l'amministrazione comunale a intervenire con estrema urgenza.
Dall'inizio dell'anno sono stati confermati 65 casi, con una progressione che ha visto 3 segnalazioni a gennaio, 19 a febbraio e ben 43 nelle prime tre settimane di marzo.
Secondo quanto rilevato dal Dipartimento di Prevenzione dell'Asl Napoli 1 Centro, si registra "una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all'ultimo triennio".
Il sindaco Gaetano Manfredi ha risposto firmando un’ordinanza che proibisce il consumo di frutti di mare crudi nei locali pubblici, prevedendo sanzioni fino a 20.000 euro e la possibile revoca della licenza per i trasgressori in caso di recidiva.
Sul fronte dei controlli, il comandante dei NAS Alessandro Cisternino coordina ispezioni mirate su pescherie e mercatini alla ricerca di prodotti non tracciati.
In difesa della categoria è intervenuto Giuseppe Ambrosio, presidente di Asso Mitili, precisando che "le nostre strutture di produzione sono costantemente controllate dalle Asl competenti e tutto il prodotto viene 'cartellonato': significa che tutta filiera è tracciata, dal luogo di coltivazione a quello di depurazione. Bisognerebbe puntare i fari sull'abusivismo di produzione e vendita che secondo una nostra stima è del 25 per cento. Noi siamo controllati. Gli abusivi un giorno sono in luogo, quello successivo non ci sono più".
Per quanto riguarda la prevenzione medica, Luigi Sparano della Fimmg Napoli sottolinea che "in questa fase è fondamentale rafforzare le strategie di prevenzione, a partire dalla vaccinazione. Come medici di famiglia stiamo già richiedendo un adeguato approvvigionamento di vaccini per l'epatite A, con l'obiettivo di proteggere in modo prioritario le fasce più fragili della popolazione".
Al contempo, la società ABC Napoli ha rassicurato la cittadinanza sulla potabilità dell'acqua: "Le acque distribuite nella rete idrica cittadina provengono nella loro totalità da fonti sotterranee naturalmente protette, una condizione che rende estremamente improbabile la presenza del virus dell'epatite A (HAV). A ciò si aggiunge un sistema di disinfezione continuo ed efficace, basato sull'impiego di ipoclorito di sodio e biossido di cloro, trattamenti riconosciuti per la loro azione contro i virus enterici, incluso l'HAV, particolarmente sensibile agli agenti ossidanti".
Sulla natura del focolaio si è espresso anche il professor Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene alla Statale di Milano, chiarendo che "non stiamo parlando di una malattia grave nella maggior parte dei casi, ma di un problema che nasce da falle evitabili: controlli insufficienti e comportamenti a rischio, soprattutto sul fronte alimentare. I molluschi crudi continuano a essere uno dei principali indiziati. Il messaggio è semplice: non serve allarmismo, serve responsabilità. Più controlli nella filiera, più attenzione da parte dei cittadini. Perché questi focolai non sono inevitabili: si possono prevenire. La situazione è sotto controllo, ma abbassare la guardia sarebbe un errore".
Le misure restrittive resteranno in vigore fino a quando l'Asl non certificherà un miglioramento del quadro epidemiologico.