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Il Senato avvia l’approfondimento sull’India-Middle East-Europe Economic Corridor: per l’Italia la partita passa dalla logistica e dall’intermodalità. Trieste e il Friuli Venezia Giulia indicati come piattaforma naturale verso l’Europa centrale.
Il Senato avvia l’approfondimento sull’India-Middle East-Europe Economic Corridor: per l’Italia la partita passa dalla logistica e dall’intermodalità. Trieste e il Friuli Venezia Giulia indicati come piattaforma naturale verso l’Europa centrale.
L’Italia prova a ritagliarsi un ruolo da protagonista nel corridoio Imec (India-Middle East-Europe Economic Corridor), l’iniziativa internazionale che mira a rafforzare le connessioni economiche, infrastrutturali ed energetiche tra Asia, Medio Oriente ed Europa. In questo quadro, il porto di Trieste viene indicato come uno degli asset più rilevanti per la proiezione logistica del Paese, grazie alla posizione strategica e alla vocazione di collegamento con i mercati dell’Europa centrale.
A Palazzo Madama, il senatore Marco Dreosto (Lega), segretario della Lega Friuli-Venezia Giulia, è stato nominato relatore dell’affare assegnato sul progetto. La scelta apre una fase di lavoro istituzionale che punta a mettere a sistema priorità, opportunità e ricadute operative di un corridoio destinato a incidere su catene di fornitura, rotte commerciali e competitività delle imprese italiane.
Il dossier Imec viene letto come una sfida che va oltre il tema trasporti: al centro ci sono intermodalità, integrazione tra porti e ferrovie, capacità retroportuali e servizi logistici evoluti, con un impatto potenziale su export, attrazione di investimenti e posizionamento internazionale. Trieste, per caratteristiche infrastrutturali e geografiche, può rafforzare la funzione di “porta” sul Mediterraneo capace di accorciare i collegamenti verso hub produttivi e mercati europei.
Per il Friuli-Venezia Giulia l’orizzonte è duplice: consolidare il ruolo dello scalo triestino e, allo stesso tempo, rendere più competitiva l’intera filiera collegata al porto, dalla movimentazione merci ai collegamenti ferroviari, fino ai servizi per le imprese. La partita, ora, è trasformare l’interesse strategico in un’agenda concreta, fatta di coordinamento tra istituzioni e territori, interventi mirati e tempi certi per l’attuazione.