Breaking news infrastrutture - Milano Cortina 2026, Venezia presenta le cerimonie paralimpiche: riqualificazioni a Verona e Cortina per accessibilità “design for all”

Il Mit annuncia che Venezia ospiterà la conferenza stampa di presentazione delle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Paralimpici Invernali 2026. Apertura il 6 marzo a Verona in Piazza Bra, chiusura il 15 marzo a Cortina d’Ampezzo nelle Dolomiti: Mit e SIMICO rivendicano interventi di riqualificazione infrastrutturale orientati all’accessibilità e alla legacy inclusiva.

(Prima Pagina News)
Giovedì 15 Gennaio 2026
Roma - 15 gen 2026 (Prima Pagina News)

Il Mit annuncia che Venezia ospiterà la conferenza stampa di presentazione delle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Paralimpici Invernali 2026. Apertura il 6 marzo a Verona in Piazza Bra, chiusura il 15 marzo a Cortina d’Ampezzo nelle Dolomiti: Mit e SIMICO rivendicano interventi di riqualificazione infrastrutturale orientati all’accessibilità e alla legacy inclusiva.

A meno di cinquanta giorni dall’avvio dei Giochi Paralimpici Invernali 2026, la macchina organizzativa entra in una fase di comunicazione e messa a terra degli ultimi tasselli operativi. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti annuncia che sarà Venezia a ospitare la conferenza stampa di presentazione delle cerimonie di apertura e chiusura, collocando simbolicamente l’evento “tra” le due città venete coinvolte: Verona, sede dell’apertura, e Cortina d’Ampezzo, teatro della chiusura.

La scelta di Venezia viene descritta come un passaggio chiave per raccontare visione, valori e lavoro condiviso tra Comitato organizzatore e stakeholder. Sul piano logistico e istituzionale, la conferenza stampa rappresenta anche un momento di allineamento pubblico su format, obiettivi e messaggi, in un contesto in cui l’esperienza dei Giochi non si misura soltanto nelle competizioni ma anche nella qualità degli spazi urbani e nella capacità di garantire accesso e fruibilità a tutti.

Secondo quanto indicato dal Mit, la cerimonia di apertura è fissata per il 6 marzo a Verona, con una scenografia urbana in Piazza Bra. L’idea è trasformare uno dei luoghi più iconici della città in un palcoscenico capace di unire racconto e partecipazione, mettendo al centro sport, determinazione e inclusione. Per Verona, la sfida è gestire un grande evento in uno spazio storico ad altissima intensità di pubblico, con esigenze di sicurezza, mobilità e accessibilità che diventano parte integrante della riuscita del format.

Il sipario si chiuderà il 15 marzo a Cortina d’Ampezzo, con una cerimonia finale immersa nel contesto delle Dolomiti. Il Mit descrive l’evento come un omaggio agli atleti e a tutte le persone coinvolte nell’organizzazione, con un messaggio finale che richiama lo sport come strumento di inclusione e speranza. Per Cortina, l’appuntamento consolida un posizionamento già fortemente legato alla tradizione olimpica e al ruolo di destinazione internazionale, ma chiama anche a una gestione attenta dei flussi e delle condizioni ambientali tipiche di un contesto montano.

Il punto infrastrutturale, però, è quello che lega in modo diretto cerimonie e legacy. Il ministero sottolinea che entrambe le location sono state interessate da una “puntuale riqualificazione” realizzata dal Mit e da Simico, con interventi ispirati ai principi del “design for all”. Tradotto in termini operativi, significa intervenire su percorsi, accessi, fruizione degli spazi, barriere fisiche e funzionali, con l’obiettivo di garantire un’esperienza realmente inclusiva non solo durante i Giochi, ma anche dopo, nella vita quotidiana di cittadini e visitatori.

In questa prospettiva, la presentazione delle cerimonie a Venezia non è soltanto un passaggio di calendario: è una tappa della narrazione infrastrutturale dei Giochi Paralimpici, dove la qualità dell’evento si misura nella capacità di rendere accessibili luoghi simbolici, preservandone identità e valore storico. La legacy, come rivendica il Mit, passa dalla trasformazione concreta degli spazi e dalla loro capacità di restare più fruibili anche quando si spengono i riflettori.


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