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Il Presidente Legora de Feo sollecita lo sblocco dei cantieri e la certezza dei tempi per tutelare gli investimenti strategici; nel mirino anche la pressione fiscale regionale che penalizza lo scalo campano.
Il Presidente Legora de Feo sollecita lo sblocco dei cantieri e la certezza dei tempi per tutelare gli investimenti strategici; nel mirino anche la pressione fiscale regionale che penalizza lo scalo campano.
Sbloccare i cantieri, accelerare le procedure e garantire tempi certi per il completamento delle opere: è questo l’appello lanciato da Pasquale Legora de Feo, Presidente di UNIPORT (Unione Nazionale Imprese Portuali), durante un incontro nel capoluogo campano alla presenza del Presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda.
Al centro del confronto, il futuro del Porto di Napoli, una realtà sospesa tra grandi opportunità di crescita e il rischio di rallentamenti burocratici che potrebbero compromettere gli investimenti.
“È finito il tempo dei rinvii: il Porto di Napoli non può più permettersi di restare fermo. Occorre fare presto, superare le persistenti conflittualità interne e accelerare il completamento delle opere già avviate per non disperdere le risorse pubbliche e private investite e per cogliere appieno le prospettive di sviluppo. Ad oggi sono stati spesi oltre 200 milioni di fondi pubblici e almeno altrettanti dovranno essere investiti in privato“, ha dichiarato Legora de Feo.
L'analisi dello scalo ha evidenziato interventi cruciali ancora in itinere: dal completamento della diga foranea di Levante allo sviluppo della Darsena di Levante, fino all’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, attualmente fermo in attesa della Valutazione dell’Impatto Ambientale.
Si tratta di opere attese da oltre vent'anni, oggi sostenute dai fondi del PNRR, che mirano ad ampliare gli spazi per terminal merci, passeggeri e cantieristica.
“Servono tempi certi e una collaborazione concreta tra imprese e pubblica amministrazione; solo così sarà possibile generare sviluppo, occupazione e valore per il territorio“, ha ribadito il Presidente di UNIPORT.
Oltre alle sfide infrastrutturali, il cluster marittimo segnala una criticità legata alla tassazione della Regione Campania sui canoni demaniali, che raggiunge in alcuni casi il 25%, creando uno svantaggio competitivo rispetto ad altri scali italiani.
Legora de Feo ha auspicato un intervento legislativo per garantire un equilibrio tra le imprese: “Auspico che la Regione abroghi quanto prima la legge che ha previsto il pagamento della tassa anche per le concessioni rilasciate dall’Autorità di Sistema Portuale. Il destino e lo sviluppo del porto di Napoli non possono essere condizionati dalle istanze o prese di posizione di pochi a svantaggio dei molti”.
L'incontro si è concluso con l'apertura di UNIPORT a un confronto serrato sulla riforma dell'ordinamento portuale, affinché il nuovo testo risolva le ambiguità legislative attuali e permetta al sistema portuale nazionale di cambiare finalmente passo.