Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Eni accelera in Africa con il giacimento offshore Quiluma in Angola, primo per gas non associato. Produzione da 150 a 330 Mmscf/giorno rafforza export GNL e sviluppo energetico angolano.
Eni accelera in Africa con il giacimento offshore Quiluma in Angola, primo per gas non associato. Produzione da 150 a 330 Mmscf/giorno rafforza export GNL e sviluppo energetico angolano.
Eni segna una tappa storica nel settore energetico africano avviando le forniture di gas dal giacimento Quiluma, situato offshore Angola. Questo progetto pionieristico introduce l'estrazione di gas non associato nel Paese, con un flusso iniziale di 150 milioni di piedi cubi standard al giorno che salirà rapidamente a 330 Mmscf entro fine 2026. Il gas viene trattato nell'impianto Ngc a Soyo, operativo dallo scorso novembre, per alimentare l'infrastruttura Angola LNG e massimizzare esportazioni verso mercati globali affamati di GNL.
Il consorzio New Gas Consortium, guidato da Azule Energy (joint venture Eni-bp con il 37,4%), include Cabgoc, Sonangol E&P e TotalEnergies, confermando l'Italia come leader nella transizione energetica africana. Questa risorsa strategica non solo potenzia l'export angolano ma sostiene la crescita industriale e civile locale, riducendo dipendenze e creando valore condiviso. Con una produzione complessiva Azule oltre 230.000 barili equivalenti al giorno, l'operazione rafforza la sicurezza energetica mediterranea e atlantica.
L'impatto si estende a tutta la filiera: più GNL significa hub logistici efficienti, industrie competitive e transizione verso basse emissioni. Quiluma posiziona Angola come nuova frontiera del gas naturale, con Eni al centro di investimenti miliardari che trainano PIL locale e catene di fornitura globali. Un modello replicabile per giacimenti offshore, che accelera l'infrastrutturazione energetica del continente e l'autonomia italiana dalle volatilità geopolitiche.