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La sindaca Claudia Sereni: "Un progetto che cambierà in modo significativo un nodo strategico di accesso non solo a Scandicci, ma anche all’ospedale di Torregalli e alla città di Firenze".
La sindaca Claudia Sereni: "Un progetto che cambierà in modo significativo un nodo strategico di accesso non solo a Scandicci, ma anche all’ospedale di Torregalli e alla città di Firenze".
La riqualificazione del nodo viario tra via delle Bagnese e via di Scandicci entra nel vivo. La giunta del Comune di Firenze ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per un intervento strategico, finalizzato a migliorare la sicurezza stradale e la fluidificazione del traffico in un’area da tempo caratterizzata da criticità.
L’intervento interessa la zona attorno al distributore di carburante Agip, in località Torregalli, al confine tra i Comuni di Firenze e Scandicci, dove l’attuale configurazione della viabilità - con tre accessi carrabili ravvicinati - ogni giorno resta congestionata generando un livello di servizio non più adeguato ai flussi di traffico attuali. Una situazione, questa, resa ancora più complessa dall’aumento della mobilità dovuto al potenziamento delle strutture ospedaliere dell’area, tra cui il Nuovo IRCCS Don Carlo Gnocchi e l’ospedale San Giovanni di Dio, e dall’apertura del by-pass del Galluzzo. Proprio per rispondere a queste criticità, le amministrazioni comunali di Firenze e Scandicci hanno lavorato congiuntamente alla definizione di una soluzione progettuale complessiva per la riorganizzazione del sistema viario locale, con l’obiettivo di ridurre i punti di conflitto, migliorare la sicurezza e restituire maggiore scorrevolezza alla circolazione.
In particolare, il progetto (rendering in allegato) consiste nella realizzazione di una strada a senso unico di percorrenza da via delle Bagnese a Via di Scandicci, che unitamente alle modifiche alle attuali direzioni di marcia delle due vie, consentirà la creazione di un sistema circolatorio a senso unico e una migliore “canalizzazione del traffico” intorno all’attuale distributore di carburanti con la dismissione dell’impianto semaforico che determina tempi di attesa molto lunghi con un livello di servizio insufficiente e non all’altezza dei bisogni da soddisfare in considerazione dell’aumento del traffico a seguito del potenziamento delle strutture ospedaliere. La nuova strada avrà una larghezza di 8 metri lineari suddivisa in due corsie a senso unico di 3,50 ml l’una e due banchine laterali 0,50 ml. La piattaforma stradale si completa con due marciapiedi di cui quello posto lungo il confine della proprietà Castello di Torregalli della larghezza di 2,5 ml, in modo da poter prevedere in futuro la realizzazione di una possibile pista pedociclabile per collegare il polo ospedaliero con il Comune di Scandicci lungo via delle Bagnese e via di Scandicci. Verrà inoltre realizzato dalla nuova viabilità un ingresso carrabile al distributore, in sostituzione del vecchio accesso da via delle Bagnese. L’ipotesi progettuale di realizzare l’anello stradale intorno al distributore con due corsie di marcia a senso unico, ha consentito di recuperare parte della carreggiata di Via di Scandicci permettendo l’allargamento del marciapiede adiacente alle abitazioni e l’inserimento di nuovi stalli per la sosta.
Inoltre, considerando che l’area nella quale si inserisce l’opera risulta di particolare pregio ambientale, il progetto prevede significative opere di incremento di alberi. In particolare è prevista la piantumazione di un filare di lecci lungo il confine all’interno della proprietà Castello di Torregalli oltre alla piantumazione delle aree a verde che si sviluppano lungo la nuova viabilità con lecci in filare, oltre a cipressi, platani e aceri a boschetto non solo per mitigare l’impatto visivo, ma anche per contrastare il più possibile le isole di calore come previsto dal nuovo Piano del verde del Comune di Firenze.
“Con l’approvazione di questo progetto compiamo un passo importante per risolvere una criticità storica della viabilità in un’area strategica della città - spiega la sindaca di Firenze Sara Funaro -. La riqualificazione del nodo tra via delle Bagnese e via di Scandicci è un intervento atteso, che punta a migliorare concretamente la sicurezza stradale e la qualità della circolazione, rispondendo ai bisogni di chi ogni giorno si sposta per lavoro, per cure sanitarie o per raggiungere i servizi del territorio. Siamo di fronte ad una visione che mette al centro una mobilità più ordinata, sicura e sostenibile in un nodo cruciale dell’area sud-ovest della città, capace di accompagnare i cambiamenti in corso e la crescita di funzioni fondamentali come quelle sanitarie. Emergerà un progetto funzionale, strutturato con una particolare attenzione al verde, anche per contrastare le isole di calore. Ci eravamo prese l’impegno in campagna elettorale: questo è il risultato di un percorso condiviso, che sottolinea l’importanza del lavoro in sinergia con i comuni metropolitani”.
“È una grande notizia - dichiara la sindaca di Scandicci Claudia Sereni -, perché si tratta di un impegno che, insieme alla sindaca Funaro, avevamo assunto già in campagna elettorale. Parliamo di un progetto che cambierà in modo significativo un nodo strategico di accesso non solo a Scandicci, ma anche all’ospedale di Torregalli e alla città di Firenze. Per noi, inoltre, quest'opera rappresenta l’occasione per completare la rigenerazione del quartiere delle Bagnese, che è stato recentemente ripensato nella mobilità, nei sottoservizi e nel decoro urbano. Un ringraziamento quindi al Comune di Firenze: questo è il modo di governare che ci piace, mantenendo la parola data e lavorando insieme per migliorare concretamente la vita delle persone che si muovono nel nostro territorio metropolitano”.
Il progetto approvato prevede un investimento complessivo di 1.422.050,57 euro, di cui 1.300.000 euro provenienti dalle risorse messe a disposizione da RFI per il miglioramento delle infrastrutture di mobilità urbana a seguito degli accordi per la realizzazione del sottoattraversamento AV di Firenze. La delibera comunale contiene, inoltre, la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera di per poter eseguire la procedura espropriativa delle aree private interessate dall'intervento.