Gli Usa sequestrano due petroliere connesse al Venezuela

Protesta da parte di Mosca: "Violata la Convenzione Onu sulle leggi del mare".

(Prima Pagina News)
Mercoledì 07 Gennaio 2026
Roma - 07 gen 2026 (Prima Pagina News)

Protesta da parte di Mosca: "Violata la Convenzione Onu sulle leggi del mare".

Gli Stati Uniti hanno posto sotto sequestro due petroliere connesse al Venezuela: la russa Marinera, che trasportava petrolio venezuelano nell’Atlantico, e la petroliera Sophia, sequestrata nel Mar dei Caraibi.

La petroliera russa M/V Bella 1, ha dichiarato su X il Segretario alla Guerra Pete Hegseth, trasportava petrolio venezuelano, sottoposto a sanzioni “che valgono in tutto il mondo”.

“Il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento per la Sicurezza interna, in coordinamento con il Dipartimento della Difesa, hanno annunciato oggi il sequestro della M/V Bella 1 per violazioni delle sanzioni degli Stati Uniti”, ha scritto, sempre su X, il Comando Usa in Europa.

Stando ad alcune ricostruzioni, Washington aveva la petroliera nel suo mirino da diverse settimane, per violazione dei regimi sanzionatori.

Considerato senza nazionalità e accusato di battere bandiere di comodo, il tanker sarebbe stato usato per trasportare petrolio iraniano o venezuelano destinato al mercato nero, a vantaggio di soggetti considerati ostili o legati a organizzazioni terroristiche.

Per l'operazione, condotta sotto il coordinamento della Guardia Costiera degli Stati Uniti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla legge federale, è stato dispiegato un ampio numero di assetti militari, tra unità navali, elicotteri per l'abbordaggio, velivoli da pattugliamento marittimo P-8 Poseidon (usati nella lotta antisommergibile) e aerei da supporto AC-130J, impiegati per sorvegliare e proteggere la zona operativa.

L'obiettivo era quello di garantire il controllo della nave e favorire l'imbarco di personale tecnico e di comando per trasportarla in sicurezza verso un porto designato.

Da parte sua, fa sapere Ria Novosti, Mosca ha protestato, affermando che il sequestro della nave "ha violato la Convenzione dell'Onu sulle leggi del mare del 1982".

"Il 24 dicembre 2025 - ha scritto il ministero dei Trasporti russo sul suo canale Telegram - la nave Marinera ha ricevuto un permesso temporaneo di navigazione sotto la bandiera di Stato della Federazione Russa, rilasciato in base alla legislazione russa e alle norme del diritto internazionale. Oggi in alto mare, al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Stato, le forze navali statunitensi sono sbarcate sulla nave e la comunicazione con essa è stata interrotta".

"In conformità con le norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 - prosegue il post - nelle acque in alto mare vige un regime di libertà di navigazione e nessuno Stato ha il diritto di usare la forza contro navi debitamente registrate nelle giurisdizioni di altri Stati".

Il sequestro, infatti, solleva interrogativi difficili: la Russia ha disposto la scorta della petroliera con unità militari, tra cui un sottomarino, rivendicando la necessità di proteggere una nave che risultava battere bandiera russa. Stando a fonti diplomatiche, questa mossa risponde alla volontà di evitare un sequestro forzato in alto mare e di tutelare i propri interessi, pur senza dichiarare un ingaggio diretto contro Washington.

Il diritto internazionale marittimo consente l'intervento contro navi ritenute apolidi o coinvolte in attività illecite, ma la presenza di uno Stato sovrano con una scorta militare e il cambio di bandiera a navigazione in corso rendono l'operazione molto difficile, sia sul piano legale sia su quello politico.

Oltre alla Marinera, gli Usa hanno sequestrato anche la petroliera Sophia: "In un'operazione all'alba di questa mattina, il dipartimento della Difesa, in coordinamento con il dipartimento per la Sicurezza Interna, ha fermato una petroliera senza bandiera e soggetta a sanzioni, appartenente alla cosiddetta 'flotta oscura'", si legge in un post su X del Comando Meridionale degli Stati Uniti.

"La nave intercettata, la M/T Sophia, operava in acque internazionali e svolgeva attività illecite nel Mar dei Caraibi. La Guardia Costiera americana la sta scortando negli Stati Uniti", prosegue il post.


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