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L'evento sismico nel Golfo di Napoli, avvenuto a oltre 400 chilometri di profondità, è stato percepito in modo lieve ma diffuso da Nord a Sud.
L'evento sismico nel Golfo di Napoli, avvenuto a oltre 400 chilometri di profondità, è stato percepito in modo lieve ma diffuso da Nord a Sud.
Una scossa di terremoto di magnitudo 5.9 è stata registrata questa notte, alle ore 00:03, nel Golfo di Napoli, sprigionando un'energia che ha attraversato l'intera penisola italiana.
Secondo i dati forniti dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l'ipocentro è stato individuato a una profondità eccezionale di 414 chilometri, una quota che si colloca ben al di sotto delle consuete aree sismogenetiche della crosta superiore dove si originano la maggior parte dei terremoti nel nostro Paese.
Proprio questa profondità ha permesso alle onde sismiche di propagarsi su lunghe distanze, rendendo il fenomeno percepibile in un'area vastissima che va dalle Alpi alle coste siciliane, pur senza causare danni a persone o cose.
Le mappe elaborate dall'INGV attraverso il servizio "Hai sentito il terremoto?" confermano che il sisma è stato avvertito con un'intensità compresa tra il secondo e il quarto livello della scala Mercalli, definita come leggera o moderata. Le segnalazioni sono giunte numerose da grandi centri urbani come Roma, Firenze, Bologna e Ancona, spingendosi a nord fino a Padova e Trento, con testimonianze significative anche dall'area di Milano e La Spezia.
Nel Mezzogiorno la percezione è stata particolarmente chiara non solo a Napoli e Salerno, ma anche in Calabria e Sicilia, interessando città come Reggio Calabria, Messina, Palermo e Catania.
Questo evento sismico profondo rappresenta una dinamica particolare per il sottosuolo italiano, poiché la distanza dalla superficie smorza l'impatto distruttivo ma favorisce una diffusione radiale molto estesa.
Nonostante l'orario notturno, migliaia di cittadini hanno compilato i questionari online dell'Istituto, permettendo ai ricercatori di mappare in tempo reale la risposta del territorio.
L'assenza di criticità strutturali è dovuta proprio alla localizzazione ipocentrale così profonda nel mantello, che differenzia questo terremoto dai più comuni e pericolosi eventi sismici superficiali che interessano abitualmente l'Appennino o le aree vulcaniche attive.