Ilaria Salis, il padre: "E' una martire, l'hanno torturata per 35 giorni"
"L'ambasciatore mi aveva assicurato che l'incontro con Tajani era stato positivo, pensa se mi avesse detto che era andato male...".
(Prima Pagina News)
Mercoledì 28 Febbraio 2024
Milano - 28 feb 2024 (Prima Pagina News)
"L'ambasciatore mi aveva assicurato che l'incontro con Tajani era stato positivo, pensa se mi avesse detto che era andato male...".
"Dobbiamo chiedere al ministro ungherese cosa intende per 'martire', se intende una persona torturata per 35 giorni certo Ilaria è una martire".

Così Roberto Salis, il papà di Ilaria, durante una fiaccolata per sua figlia a Milano, replica a distanza al Ministro ungherese degli Esteri, Peter Szijjartó.

"L'ambasciatore mi aveva assicurato che l'incontro era stato positivo, pensa se mi avesse detto che era andato male...", aggiunge.

"È sorprendente che l'Italia cerchi di interferire in una vicenda giudiziaria ungherese", ha detto oggi il Ministro ungherese, che stamani ha avuto un incontro a Roma con l'omologo Antonio Tajani.

"Questa signora, presentata come una martire in Italia, è venuta in Ungheria con un piano chiaro per attaccare persone innocenti per le strade come parte di un'organizzazione di sinistra radicale. Spero sinceramente che questa signora riceva la meritata punizione in Ungheria", ha continuato.

In un comunicato, la Farnesina ha spiegato che Tajani "ha ribadito innanzitutto l’attenzione con cui il Governo continua a seguire il caso di Ilaria Salis e ha espresso soddisfazione per l’anticipo della prossima udienza al 28 marzo (inizialmente prevista per maggio). Allo stesso tempo ha consegnato al Ministro ungherese un nuovo, dettagliato promemoria sulle condizioni detentive della connazionale, evidenziando la necessità di un giusto processo e dell’assicurare la dignità e i diritti fondamentali della Signora Salis, sul cui caso è costante l’impegno dell’Ambasciata d’Italia a Budapest".

"Il Ministro Tajani e il Governo italiano da tempo hanno preso l’iniziativa di affrontare il tema delle condizioni di detenzione della Signora Salis, come viene fatto in molti casi per cittadini italiani detenuti all’estero. Senza nessuna volontà di interferenza, ma con la chiara intenzione di far pressione per verificare che le condizioni di detenzione rispettino le normative europee che richiamano alla tutela dei diritti umani. Ed è quanto il Governo italiano continuerà a fare in questo come in altri casi simili", prosegue il comunicato.

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