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Gabrielli: "Si tenta di rendere più difficile la tutela dei salari, contro le recenti sentenze della Corte di Cassazione".
Gabrielli: "Si tenta di rendere più difficile la tutela dei salari, contro le recenti sentenze della Corte di Cassazione".
Gli imprenditori che, in base a quanto deciso dai giudici, non paghino adeguatamente i loro lavoratori, non dovranno corrispondere la differenza, qualora si siano, comunque, attenuti agli standard di alcuni contratti collettivi.
E' quanto prevede una modifica alla manovra approvata in commissione al Senato, contenuta nel testo che, al momento, è sotto esame al Senato.
Il provvedimento riguarda i casi in cui, secondo i giudici, il trattamento economico non sia conforme "ai princìpi" dell'articolo 36 della Costituzione, incentrato sulla retribuzione proporzionata. Il dossier del Servizio Studi del Parlamento richiede che "si valuti l'opportunità di chiarire, in relazione all'orientamento giurisprudenziale suddetto, la portata giuridica di tali riferimenti".
"Un nuovo e grave attacco ai diritti dei lavoratori da parte del governo. Con un emendamento alla legge di Bilancio, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, si tenta di rendere più difficile la tutela dei salari e il recupero dei crediti retributivi. Zero benefici per i lavoratori, solo attacchi". Così, in una nota, la segretaria confederale della Cgil, Maria Grazia Gabrielli.
La manovra, aggiunge, viene usata "su una materia del tutto estranea alla programmazione economica. E palesemente si interviene contro le recenti sentenze della Corte di Cassazione in materia di giusta retribuzione".
"Dopo essere stata cancellata dal decreto Ilva - ricorda - a seguito dell'opposizione delle forze sociali e politiche, la norma viene riproposta stabilendo che il datore di lavoro non può essere condannato al pagamento di differenze retributive o contributive per il periodo precedente la data del ricorso, se ha applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo leader".
"Il risultato è un indebolimento concreto delle tutele salariali. Una norma che, neutralizzando cinque anni di arretrati, appare manifestamente incostituzionale e che colpisce i diritti fondamentali dei lavoratori. Non esistono alternative: l'unica soluzione è lo stralcio definitivo. La Cgil contrasterà la norma con ogni iniziativa, in tutte le sedi", conclude Gabrielli.
Verrà alzato a 200 mila euro il tetto del valore della casa per l'esclusione dall'Isee per le abitazioni situate nei comuni capoluogo delle aree metropolitane. Lo prevede una modifica alla manovra approvata in commissione Bilancio al Senato. La manovra già alza da 52.500 euro a 91.500 euro il tetto del valore dell'abitazione escluso dal computo, aumentandolo di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. In sede di conversione è stato anche aggiunto l'innalzamento del tetto a 200mila euro per i nuclei residenti nelle Città Metropolitane (Roma Capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Sassari).
E' iniziata, al Senato, la discussione generale sulla Manovra 2026, a seguito dell'ok da parte della commissione Bilancio. A presiedere la discussione è il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ed è presente anche il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.
La Manovra vale 22 miliardi di euro. Per i relatori ha parlato anche il senatore della Lega Claudio Borghi, che si è detto "soddisfatto del lavoro fatto", perché "sono state recepite molte istanze, anche di opposizione".
Secondo il senatore di Fratelli d'Italia Guido Quintino Liris "il Parlamento è stato protagonista di alcuni passaggi centrali".
L'Aula ha bocciato, con 101 no, la pregiudiziale di costituzionalità avanzata dai partiti d'opposizione. "Inserite una serie di disposizioni che incidono sui Lep, il nucleo dei diritti civili e sociali", ha precisato il senatore di Alleanza Verdi Sinistra (Avs), Peppe De Cristofaro.
Per la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin, si tratta di una circostanza che "viola la Costituzione nel merito e nel metodo". Per il Movimento 5 Stelle, invece, è intervenuta Barbara Floridia.
"Sono soddisfatto. E' come arrivare in vetta, il sentiero è tortuoso ma l'importante e arrivare in vetta, non c'è un'altra strada", ha dichiarato Giorgetti, lasciando il Senato. Non si esclude che questo pomeriggio intervenga durante le repliche in Aula.
La Manovra dovrebbe essere approvata domani, poi il testo arriverà alla Camera. L'approvazione definitiva è in programma per il 30 dicembre.