Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
La Nato garantisce truppe post-accordo.
La Nato garantisce truppe post-accordo.
Si inasprisce lo scontro tra Mosca e Kiev mentre la diplomazia internazionale tenta faticosamente di riaprire i canali di dialogo.
Dopo una notte di raid russi senza precedenti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato un cambio di rotta: "L'atteggiamento di Mosca non è cambiato, continuano a scommettere sulla distruzione dell'Ucraina. Il lavoro del nostro team negoziale verrà adattato di conseguenza".
L'attacco russo della scorsa notte ha visto l'impiego di un "numero record di missili balistici" — oltre 70 — e circa 450 droni, puntati deliberatamente contro le infrastrutture energetiche durante i giorni più freddi dell'anno. Le esplosioni hanno scosso la capitale e Kharkiv; a Kiev è stato danneggiato anche l'iconico monumento sovietico alla Madre Patria, un atto definito dal ministro della Cultura Berezhna come "simbolico e cinico".
Proprio mentre risuonavano le sirene d'allarme, il Segretario Generale della NATO Mark Rutte è giunto a Kiev per rendere omaggio ai caduti insieme a Zelensky. "La vostra sicurezza è la nostra sicurezza", ha ribadito Rutte, assicurando garanzie solide: "Alcuni alleati europei invieranno truppe, jet e navi una volta raggiunto un accordo, con il supporto logistico degli Usa".
Secondo rivelazioni del Financial Times, Ucraina e partner occidentali avrebbero concordato un piano a più livelli per il monitoraggio del cessate il fuoco. Il progetto prevede un coinvolgimento progressivo di forze europee sul terreno e l'intervento militare diretto degli Stati Uniti in caso di violazioni reiterate.
Sul fronte diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato che la ripresa del dialogo con Vladimir Putin è "in fase di preparazione" a livello tecnico, pur ammettendo che al momento Mosca non mostra una reale volontà di negoziare.
In vista del quarto anniversario dell'invasione, la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha confermato il suo ritorno a Kiev per ribadire la solidarietà dell'Unione. Anche il premier polacco Donald Tusk è atteso nella capitale questa settimana per organizzare la conferenza internazionale sulla ricostruzione, prevista per giugno a Danzica.