Alta tensione in Medio Oriente: F-35 USA abbatte drone iraniano. Netanyahu vede l'inviato di Trump

Intanto, Teheran reprime le celebrità che sostengono le proteste.

(Prima Pagina News)
Martedì 03 Febbraio 2026
Roma - 03 feb 2026 (Prima Pagina News)

Intanto, Teheran reprime le celebrità che sostengono le proteste.

Sale vertiginosamente la tensione tra Stati Uniti e Iran, tra scontri a fuoco nei cieli del Medio Oriente e un complesso stallo diplomatico in vista dei possibili negoziati.

Gli Stati Uniti hanno confermato l'abbattimento di un drone iraniano che si era pericolosamente avvicinato alla portaerei Abraham Lincoln. "Un caccia F-35C della Lincoln ha abbattuto il drone per autodifesa e per proteggere il personale a bordo", ha dichiarato il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale USA (Centcom).

Mentre, secondo quanto riferisce Axios, trapela la volontà di Teheran di spostare i colloqui dall'Oman a Istanbul e di renderli strettamente bilaterali, a Gerusalemme il premier Benjamin Netanyahu ha incontrato l'inviato speciale americano Steve Witkoff.

Supportato dai capi dei servizi di sicurezza, Netanyahu preme sulla Casa Bianca per una linea dura. Secondo fonti citate da Haaretz, Israele chiede che l'accordo includa: la fine dell'arricchimento dell'uranio; lo stop ai missili balistici; la fine del sostegno a Hezbollah, Houthi, Hamas e Jihad Islamica. In caso di mancato accordo su questi punti, Israele è pronto a sostenere un attacco militare per rovesciare il regime.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha incaricato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi di valutare i negoziati proposti da Donald Trump, a patto che avvengano "in un clima libero da minacce e basato sull'equità". Tuttavia, fonti diplomatiche (via Reuters) chiariscono che il programma missilistico non è in discussione.

Dall'esterno, il consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, esorta Teheran: "L'Iran oggi deve raggiungere un accordo e ricostruire le relazioni con gli USA". In Iran si inasprisce anche il fronte interno.

Il portavoce della magistratura, Asghar Jahangir, ha annunciato il sequestro dei beni e pene severe per le celebrità che hanno sostenuto le proteste di gennaio (dove si contano migliaia di morti).

Molte stelle del cinema e dello sport hanno boicottato il Festival di Fajr: hanno firmato appelli contro i "crimini" del regime l'attrice Katayoun Riahi e i registi Jafar Panahi, Tahmineh Milani e Asghar Farhadi. L'attrice Elnaz Shakerdoust, invece, ha annunciato l'addio alle scene in una terra "dove c’è odore di sangue".

Tra gli atleti ritiratisi dalle nazionali figurano le calciatrici Zahra Alizadeh e Kosar Kamali, la campionessa di atletica Mahla Mahroughi e i cestisti Mohammad Amini e Behnam Yakhchali.


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