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Il filosofo catanese: "Abbiamo fatto un concordato, a volte bisogna cedere delle cose per andare avanti".
Il filosofo catanese: "Abbiamo fatto un concordato, a volte bisogna cedere delle cose per andare avanti".
Due anni di reclusione con sospensione della condizionale: è quanto ha deciso la Prima sezione penale della Corte d’Appello del tribunale di Milano nei confronti di Leonardo Caffo, il filosofo catanese accusato di maltrattamenti nei confronti dell'ex compagna.
Il 36enne è stato, invece, assolto dall'accusa di lesioni, con la formula "perché il fatto non costituisce reato". Dovrà iniziare un percorso per uomini maltrattanti.
“Abbiamo fatto un concordato, a volte bisogna cedere delle cose per andare avanti. Sono contento si sia chiusa oggi senza ulteriori anni di vita buttati e anche per un bene superiore che è quello della minore. La guerra fa male a tutti. È andata bene, abbiamo fatto un concordato per un bene superiore, oggi è una buona giornata. Chi vuole speculare speculi, ma intanto tutti i soggetti coinvolti possono andare avanti senza conflitti, la guerra porta guerra e io non voglio conflitti”, ha dichiarato Caffo, dopo la lettura della sentenza.
“Ho iniziato a fare un percorso di consapevolezza ben prima della condanna in primo grado perché penso che lavorare su di sé sia importante. Io sono stato massacrato sulla stampa, è stata distrutta la mia credibilità, ho abbandonato i miei studenti in aula e il tutto da incensurato. Su di me è stato fatto un lavoro certosino in questi due anni e mezzo in cui Pacciani mi faceva un baffo”, ha concluso.
Di recente, Caffo era tornato al centro delle polemiche per via della sua partecipazione alla kermesse "Più Libri Più Liberi", svoltasi a Roma dal 4 all'8 dicembre e dedicata a Giulia Cecchettin, la giovane uccisa da Filippo Turetta l'11 novembre del 2023.
A invitarlo era stata la scrittrice Chiara Valerio: “Chi non è condannato in via definitiva ha il diritto costituzionale di parlare. La questione è questa. Bisogna mantenere degli spazi pubblici dove si può discutere. Ad oggi Caffo è innocente”, aveva dichiarato, in collegamento con "Propaganda Live" su La7. Alla fine, gli organizzatori hanno dovuto ritirare l'invito.