Referendum giustizia, Meloni a "Pulp Podcast": "Non si vota su di me, ma sul sistema. Se vince il no, resto al mio posto"

Il Guardasigilli Nordio e il costituzionalista Grosso si sfidano su SkyTg24 tra accuse di "buffetti" ai magistrati e rischi di "smantellamento" dell'autonomia.

(Prima Pagina News)
Martedì 17 Marzo 2026
Roma - 17 mar 2026 (Prima Pagina News)

Il Guardasigilli Nordio e il costituzionalista Grosso si sfidano su SkyTg24 tra accuse di "buffetti" ai magistrati e rischi di "smantellamento" dell'autonomia.

Ospite di una puntata speciale di Pulp Podcast, condotto da Fedez e Mr. Marra, Giorgia Meloni prova a disinnescare la personalizzazione della consultazione dichiarando che “non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema”.

La premier, incalzata dai due conduttori in una conversazione che spazia dall'attualità politica al sistema internazionale, accusa le opposizioni di voler trasformare il referendum in uno strumento di mobilitazione politica, spiegando che “il fronte del ‘No’ starebbe cercando di trasformare la consultazione in un voto contro il governo perché avrebbe difficoltà a contestare nel merito la riforma”.

Sulla futura legge di attuazione, la Presidente del Consiglio ha chiarito che la lista dei candidati laici dovrà essere approvata con una maggioranza qualificata dei tre quinti perché “dovrà essere costruita insieme all’opposizione. Io voglio mantenere questa soglia perché significa che nessuna maggioranza potrà decidere da sola”.

L'obiettivo dichiarato è recidere il legame tra politica e magistratura: “Vogliamo inserire una norma che impedisca, almeno per un periodo di tempo, a chi fa politica di entrare al CSM. In questo modo possiamo rafforzare ancora di più l’incapacità della politica di incidere in questo meccanismo”.

In merito a una possibile sconfitta, Meloni è stata categorica nel dialogo con Fedez e Mr. Marra: “Non mi dimetterei perché è mia intenzione terminare il mandato. Se tu oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni, potrebbe esserci il rischio che ti tieni sia la Meloni sia una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone”.

Parallelamente, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, confrontandosi su SkyTg24, ha difeso il meccanismo del sorteggio sottolineando che “eliminiamo il vincolo che lega elettori ed eletti. Il sorteggio non avviene tra passanti ignari, ma nell'ambito di magistrati valutati due o tre volte. Mi interessa che venga reciso questo vincolo con le correnti”.

Riguardo alla responsabilità dei giudici, il Guardasigilli ha affermato che finora “le sanzioni irrogate per errori giudiziari sono puramente platoniche, dei buffetti che non hanno avuto conseguenza nelle carriere”.

Di parere opposto Enrico Grosso, presidente del comitato "Giusto dire No", secondo cui il sorteggio è “umiliante per chi è sorteggiato e per chi non è nemmeno ritenuto degno di scegliere qualcuno che deve difendere la propria indipendenza”. Grosso ha avvertito che la riforma “smantella il Csm e quindi autonomia e indipendenza”, ribadendo che la separazione delle carriere si poteva fare con legge ordinaria e che intervenire sulla Costituzione servirebbe solo a “introdurre un maggior condizionamento della magistratura nei confronti della politica: nel dubbio la Costituzione non cambiamola”.


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