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La premier celebra l’anniversario del suffragio universale tra record di occupazione rosa e lotta ai femminicidi. Il tributo alle donne iraniane: “La loro libertà ci ricorda il valore delle nostre conquiste”.
La premier celebra l’anniversario del suffragio universale tra record di occupazione rosa e lotta ai femminicidi. Il tributo alle donne iraniane: “La loro libertà ci ricorda il valore delle nostre conquiste”.
“Celebriamo uno dei momenti fondativi dell’Italia di oggi e di quello che siamo come nazione”. Con queste parole il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha aperto l'evento “1946-2026 Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant’anni”, ricordando la storica data del 10 marzo 1946, quando le prime elezioni amministrative a suffragio universale permisero a sei donne di indossare la fascia tricolore.
Nel suo intervento, la premier ha rivendicato con orgoglio il percorso compiuto, sottolineando come la democrazia repubblicana sia nata intrinsecamente legata alla partecipazione femminile. Meloni ha poi rivolto un ringraziamento personale a chi l'ha preceduta: “Un cammino che ha consentito anche a me di arrivare a ricoprire questo incarico, ad essere la prima donna a capo del governo. Io non potrei essere dove sono se non fosse grazie a tutte le donne che prima di noi non hanno avuto paura di dimostrare il loro valore”.
Sul piano politico, il Presidente ha ribadito che la parità non deve essere una concessione, ma una condizione strutturale del mercato del lavoro e della società, citando il record storico di occupazione femminile raggiunto dal suo esecutivo. La premier ha poi espresso la sua visione di governo: “Non esistono politiche femminili ma una visione femminile della politica, nessuno mi convincerà che esistono delle tematiche di competenza delle donne e altre degli uomini. Qualsiasi tematica ha bisogno di una sensibilità composita. È necessario che ci siano servizi che consentono alle donne di competere ad armi pari, di non dover scegliere tra un figlio e la professione, di non guadagnare meno e di non fare carriera solo perché donne”.
Uno dei passaggi più sentiti è stato dedicato alla politica internazionale e al dramma delle donne iraniane, verso le quali Meloni ha espresso "infinita ammirazione e profonda gratitudine" per il coraggio con cui sfidano torture e carcere. "Ci ricordano quanto preziose sono le conquiste che noi siamo riusciti ad ottenere anche quando le diamo per scontate", ha ammonito.
Infine, il tema della violenza di genere. Nonostante un lieve calo dei casi, la premier ha definito "intollerabile" il numero di femminicidi, invocando una lotta tenace e unitaria: “È una battaglia che non abbiamo ancora vinto ma che stiamo conducendo insieme. Su questo voglio ringraziare le forze di opposizione perché il contributo portato in questi anni è stato fondamentale. Ci sono temi di civiltà sui quali non ha senso dividersi”.