Breaking news Infrastrutture - Cina, Pechino blinda il confine: nuove opere tra Tagikistan e Afghanistan

Accordo strategico da 53 milioni di euro interamente finanziato dalla Cina. Il Parlamento di Dushanbe approva il piano per la messa in sicurezza della frontiera: esenzioni fiscali totali per i materiali e i tecnici cinesi.

(Prima Pagina News)
Mercoledì 11 Marzo 2026
Roma - 11 mar 2026 (Prima Pagina News)

Accordo strategico da 53 milioni di euro interamente finanziato dalla Cina. Il Parlamento di Dushanbe approva il piano per la messa in sicurezza della frontiera: esenzioni fiscali totali per i materiali e i tecnici cinesi.

La Cina costruirà nove infrastrutture di frontiera nelle aree di confine tra Tagikistan e Afghanistan, per un ammontare pari a oltre 550 milioni di somoni (circa 53 milioni di euro) tutti a carico di Pechino, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa “Asia-Plus”. 

"Il progetto sarà attuato in tre fasi e sono già state firmate le lettere d’intenti per la seconda fase", ha dichiarato Murodali Rajabzoda, primo vicepresidente del Comitato statale per la sicurezza nazionale del Tagikistan, durante la riunione parlamentare che ha ratificato l'intesa.

L’area totale dell'intervento copre oltre 17.000 metri quadrati e prevede un impegno logistico massiccio da parte della potenza asiatica.

"Pechino si farà carico della ricerca e progettazione, della fornitura di materiali e attrezzature, dell’invio di ingegneri, della costruzione di strade di accesso e delle reti idriche ed elettriche", ha aggiunto Rajabzoda, specificando che la parte tagika garantirà in cambio l'esenzione totale da tasse e dazi doganali per tutte le operazioni legate al cantiere.

Sebbene non sia stato ancora rivelato l'esatto posizionamento o la tipologia specifica delle strutture, l'operazione consolida una cooperazione militare e logistica già avviata negli anni scorsi.

"Durante la prima fase del progetto, nel 2017-2018, erano già state costruite 12 strutture analoghe con fondi cinesi", ha evidenziato il vicepresidente del Comitato di sicurezza, richiamando un precedente che testimonia la continuità della strategia di Pechino nella regione.

La notizia giunge in un clima di forte attenzione internazionale sulla possibile espansione della presenza militare cinese in Asia Centrale, un'ipotesi più volte smentita ufficialmente da Dushanbe.

Rajabzoda ha concluso l'informativa precisando che i flussi di finanziamento inizieranno non appena la Cina avrà completato le proprie procedure burocratiche interne, dando il via libera definitivo a un'opera che promette di mutare gli equilibri di sicurezza lungo la porosa frontiera afghana.


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