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Il manager Imperiale traccia il bilancio: 3 milioni di passeggeri sullo scalo piemontese. L'impatto della crisi in Medio Oriente taglia il 5% della capacità operativa, ma la compagnia rassicura sui costi energetici fino al 2028.
Il manager Imperiale traccia il bilancio: 3 milioni di passeggeri sullo scalo piemontese. L'impatto della crisi in Medio Oriente taglia il 5% della capacità operativa, ma la compagnia rassicura sui costi energetici fino al 2028.
"Su Torino stiamo lavorando molto bene con un’ottima risposta sui passeggeri: abbiamo raggiunto quota 3 milioni. Sulla base vedremo in futuro, non la escludiamo". Lo ha affermato Salvatore Gabriele Imperiale, Corporate Communications Manager di Wizz Air, durante la presentazione della stagione estiva presso l'aeroporto di Torino.
Il manager ha tuttavia evidenziato il pesante impatto delle tensioni geopolitiche attuali sulla rete globale del vettore. "Durante la prima settimana di conflitto in Iran, la compagnia ha cancellato 400 voli verso il Medio Oriente", ha spiegato Imperiale, precisando che questa specifica destinazione rappresenta il 5% della capacità operativa totale della low-cost.
"Le cancellazioni hanno interessato oltre 72 mila passeggeri", ha aggiunto il rappresentante di Wizz Air, fornendo la dimensione reale del blocco causato dalle ostilità nell'area.
Nonostante l'instabilità, la compagnia sembra aver blindato i propri conti sul fronte dei prezzi del carburante. "Non ci sono problemi in merito ai costi energetici, almeno fino all’anno finanziario 2028: siamo pronti a ogni eventualità", ha puntualizzato il manager, pur ammettendo che molto "dipenderà dalla durata del conflitto".
Sul fronte locale, la crescita del traffico passeggeri a Torino rimane un segnale incoraggiante, mantenendo aperta la porta a un potenziamento strutturale dello scalo nei prossimi anni.