Breaking news infrastrutture – DL PNRR: governance rafforzata, più personale e procedure sprint per chiudere gli obiettivi entro il 2026

Il nuovo Decreto Legge sul PNRR punta a blindare il raggiungimento di traguardi e target entro il 2026, rafforzando governance e strutture di missione fino al 2029, accelerando procedure autorizzative, digitalizzazione e capacità amministrativa di ministeri, enti locali e scuole, con misure specifiche per Mezzogiorno, infrastrutture, transizione digitale, istruzione, capacità, giustizia e investimenti idrici.

di Maurizio Pizzuto
Giovedì 05 Febbraio 2026
Roma - 05 feb 2026 (Prima Pagina News)

Il nuovo Decreto Legge sul PNRR punta a blindare il raggiungimento di traguardi e target entro il 2026, rafforzando governance e strutture di missione fino al 2029, accelerando procedure autorizzative, digitalizzazione e capacità amministrativa di ministeri, enti locali e scuole, con misure specifiche per Mezzogiorno, infrastrutture, transizione digitale, istruzione, capacità, giustizia e investimenti idrici.

Il Decreto Legge sul PNRR rappresenta una vera “manovra operativa” per accompagnare la fase finale di attuazione del Piano fino alla chiusura formale con Bruxelles. Al centro del testo ci sono tre assi portanti: responsabilizzazione e monitoraggio serrato degli obiettivi, rafforzamento strutturale delle amministrazioni coinvolte, e un ampio pacchetto di semplificazioni procedurali, con particolare attenzione alle aree in ritardo e ai settori strategici come infrastrutture, scuola, digitale e comunità territoriale.

Il decreto rafforza la catena delle responsabilità sul conseguimento di traguardi e target PNRR, imponendo ai soggetti attuatori l'aggiornamento mensile dei cronoprogrammi procedurali e finanziari sul sistema ReGiS, con evidenza puntuale di avanzamenti e criticità. La gestione, il monitoraggio e la rendicontazione proseguiranno oltre il 31 dicembre 2026, utilizzando le funzionalità ReGiS anche per altri programmi finanziati con risorse nazionali ed europee.

La Struttura di missione PNRR presso la Presidenza del Consiglio e le unità di missione nei ministeri vengono prorogate fino al 31 dicembre 2029, così come il Nucleo PNRR Stato‑Regioni, con la possibilità di conferire incarichi dirigenziali in deroga ai limiti ordinari e prorogare comandi e fuori ruolo del personale non dirigenziale. Per sostenere la cabina di regia, è previsto un concorso a tempo indeterminato per 26 unità non dirigenziali alla Presidenza del Consiglio e la proroga di incarichi di esperti presso il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.

Una parte importante del Dl è dedicata al rafforzamento della capacità amministrativa dei soggetti attuatori, a partire dalla misura 1.9 di assistenza tecnica: le risorse vengono riprogrammate in base all'effettivo utilizzo e alle richieste aggiuntive di Regioni e Province autonome, con nuove regole di riparto fondate sui dati ReGiS. Nei comuni fino a 3.000 abitanti, la spesa per il segretario comunale viene esclusa dai vincoli di finanza pubblica, per facilitare la copertura di una figura cruciale nei piccoli enti.

Il decreto prevede inoltre un più ampio utilizzo di strumenti di supporto tecnico-operativo, autorizzando Eutalia SpA ad assistere regioni, enti locali, società pubbliche ed enti strumentali sugli interventi strategici, nel rispetto del controllo analogo. Sul fronte della comunità, è prevista la destinazione di risorse aggiuntive e fondi di compensazione per interventi nelle aree del Mezzogiorno e nei territori colpiti da eventi alluvionali, in continuità con le politiche di riduzione dei divari economici e sociali.

Per accelerare cantieri e investimenti, l'adozione Dl consente alle amministrazioni PNRR di aggiornare in via semplificata i provvedimenti già adottati (importi, cronoprogrammi, tipologia interventi) recependo la decisione ECOFIN del 27 novembre 2025, con termini stringenti per l'atti. Vengono ridotti i tempi dei procedimenti di protezione civile e rafforzata l'efficacia delle conferenze di servizi, che potranno sostituire tutti i pareri e titoli necessari, con regole più chiare su assensi, dissensi e silenzio‑assenso.

Sul fronte della digitalizzazione, il decreto potenzia la struttura della Presidenza competente in materia di innovazione tecnologica e transizione digitale, aumentando le posizioni dirigenziali e 130 funzionari A‑F1, finanziati riducendo il Fondo per l'innovazione tecnologica. Per i cittadini, sono previste misure concrete: le amministrazioni potranno acquisire d'ufficio l'ISEE tramite PDND per le prestazioni sociali; la carta d'identità elettronica per gli over 70 avrà durata illimitata; viene introdotta la tessera elettorale digitale, integrata con l'Anagrafe nazionale e potenzialmente con l'IT‑Wallet.

Il Dl interviene in modo mirato sulla Missione 4: vengono prorogate e rafforzate le strutture per il supporto su edilizia scolastica, verifica e controllo dei progetti PNRR e Programma Scuola 2021‑2027, con risorse aggiuntive per personale ATA e posizioni di esonero/semi‑esonero per i docenti nelle regioni che hanno attuato il dimensionamento nel rispetto dei limiti di organico. Sul versante università, è prorogato fino al 2029 il Commissario straordinario per i posti letto studenti e si semplificano le procedure edilizie per le residenze universitarie, eliminando la necessità di piani attuativi.

Per la riforma sulla disabilità, la sperimentazione viene estesa a nuove province, si semplifica la composizione delle commissioni INPS e si rafforza l'integrazione delle banche dati tra INPS, regioni e autonomie locali per facilitare l'accesso alle prestazioni. Nel settore giustizia, il decreto introduce misure per accelerare la definizione dei procedimenti civili, ridefinisce regole sul fuori ruolo dei magistrati legandole anche alle esigenze PNRR, e prevede una figura di magistrati ausiliari a riposo per lo smaltimento dei carichi, senza nuovi oneri strutturali.

Sul fronte infrastrutturale, il Dl stanzia risorse per interventi nel settore idrico, in particolare per opere ricomprese nel Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI) e per progetti legati a eventi alluvionali in Emilia‑Romagna, con la possibilità di utilizzare lo “Strumento” dedicato per contributi, fondi rotativi e cofinanziamenti. Viene ribadito il principio DNSH e vietato il cumulo di aiuti sui medesimi costi ammissibili con altre agevolazioni UE, in coerenza con le regole del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

In attuazione della riforma concorrenza del PNRR, il decreto ritocca il decreto legislativo 201/2022 rafforzando i poteri dell'Autorità Antitrust sui mercati poco contendibili e chiarendo i casi di intervento in presenza di piani di riorganizzazione giudicati insufficienti o inefficaci. Vengono inoltre inserite indicazioni per rendere più efficaci gli uffici per il trasferimento tecnologico e si prosegue nella revisione delle regole sui rapporti tra Servizio sanitario nazionale ed erogatori privati ​​accreditati, in coerenza con la riforma della concorrenza nei servizi.


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