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Il Consiglio dei ministri approva il decreto legge sulle infrastrutture strategiche e sul Ponte sullo Stretto, con disposizioni urgenti su commissari straordinari e concessioni per rispondere alle osservazioni della Corte dei Conti e riavviare la fase operativa dell'opera da 14 miliardi.
Il Consiglio dei ministri approva il decreto legge sulle infrastrutture strategiche e sul Ponte sullo Stretto, con disposizioni urgenti su commissari straordinari e concessioni per rispondere alle osservazioni della Corte dei Conti e riavviare la fase operativa dell'opera da 14 miliardi.
Il governo ha dato il via libera al decreto legge recante “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni”, provvedimento che contiene il nuovo impianto normativo per il Ponte sullo Stretto di Messina e per altre infrastrutture considerate strategiche.
L'obiettivo dichiarato dell'Esecutivo è quello di superare i rilievi formulati dalla Corte dei Conti, che nelle scorse settimane aveva evidenziato criticità procedurali e la necessità di un pieno allineamento alle regole europee sui controlli contabili e sulle concessioni.
Il decreto interviene in particolare sul regime dei commissari straordinari, ridefinendone poteri, durata dell'incarico e obblighi di rendicontazione al Parlamento, e sulla regolazione delle concessioni nel settore delle infrastrutture e trasporti.
Secondo le anticipazioni, il testo recepisce le richieste della magistratura contabile, rafforzando la cornice di legalità e trasparenza e archiviando alcune delle formulazioni più controverse del precedente schema, oggetto di rilievo da parte del Quirinale e degli organi di controllo.
Per il Ponte sullo Stretto, il decreto rappresenta un passaggio amministrativo decisivo: una volta colmati i vuoti documentali e normativi segnalati dai giudici contabili, il governo punta a riattivare la fase operativa, dal piano economico-finanziario aggiornato all'accordo di programma tra ministeri competenti e società concessionaria Stretto di Messina.
Si tratta di un'opera stimata in circa 14 miliardi di euro, fortemente sostenuta dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che viene considerata dall'esecutivo un tassello centrale per l'integrazione dei corridoi europei, la continuità territoriale tra Calabria e Sicilia e la competitività dei porti del Mezzogiorno.
Il nuovo impianto sugli appalti e sui poteri commissariali viene però contestato dalle opposizioni e da una parte del mondo ambientalista, che parlano di “progetto illegittimo” e di rischi per la tenuta dei conti pubblici, chiedendo di destinare le risorse a manutenzioni diffuse e reti esistenti.
Nei prossimi giorni il testo approderà in Gazzetta Ufficiale e inizierà il percorso parlamentare di conversione, che si preannuncia politicamente acceso, mentre sul territorio calabro-siciliano si riapre il confronto tra attese occupazionali, timori per l'impatto ambientale e richieste di opere compensative.