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I cantieri del Ponte sullo Stretto di Messina partiranno nell'ultimo trimestre 2026, con decreto legge che garantisce piena copertura finanziaria. L'Ad Ciucci conferma iter approvativo entro estate e assenza di infrazioni UE.
I cantieri del Ponte sullo Stretto di Messina partiranno nell'ultimo trimestre 2026, con decreto legge che garantisce piena copertura finanziaria. L'Ad Ciucci conferma iter approvativo entro estate e assenza di infrazioni UE.
Il Ponte sullo Stretto di Messina si avvicina a una svolta epocale: i cantieri potrebbero aprire nell'ultimo trimestre del 2026, aprendo la fase realizzativa dopo un iter approvativo completato entro fine estate. Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società Stretto di Messina, ha annunciato questa roadmap in audizione parlamentare, sottolineando la volontà governativa di concretizzare l'opera simbolo delle infrastrutture italiane. Il Decreto Legge dell'11 marzo rimodula i finanziamenti annuali, adeguandoli agli slittamenti imposti dalla Corte dei Conti e definendo normative speciali per superare i rilievi contabili.
L'iter procede spedito con pareri richiesti al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e all'Art, oltre a un nuovo Accordo di Programma in fase di definizione per la Corte dei Conti. Il dialogo con la Commissione Europea resta strutturato, con invii recenti di dati su direttiva Habitat e Appalti: funzionari UE confermano l'assenza di procedure d'infrazione. Il Piano Economico Finanziario garantisce copertura totale con fondi pubblici, senza PPP, e l'aggiornamento del corrispettivo a 10,5 miliardi deriva da indicizzazioni prezzi, non varianti sostanziali.
Le uniche modifiche al progetto, tutte entro il 50% previsto dalla direttiva Appalti 2014/24/UE, riguardano il tracciato ferroviario con tre stazioni richieste dal Comune di Messina e varianti minori del 2011. Questa opera colossale, con campate record e connessioni veloci tra Sicilia e continente, potenzierà logistica, trasporti e PIL meridionale, riducendo divari infrastrutturali cronici. Il Ponte non è solo acciaio e calcestruzzo, ma motore di crescita per un'Italia unita e competitiva nel Mediterraneo.