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Alla conferenza “Il Lazio che cresce 2026”, il presidente Antonio Ciucci rilancia il ruolo dei costruttori nella programmazione regionale 2026/2028 e nella riprogrammazione POR-FESR: priorità su housing sociale, emergenza idrica e dissesto idrogeologico, con strumenti capaci di attrarre investimenti e partenariato pubblico-privato.
Alla conferenza “Il Lazio che cresce 2026”, il presidente Antonio Ciucci rilancia il ruolo dei costruttori nella programmazione regionale 2026/2028 e nella riprogrammazione POR-FESR: priorità su housing sociale, emergenza idrica e dissesto idrogeologico, con strumenti capaci di attrarre investimenti e partenariato pubblico-privato.
Alla conferenza stampa “Il Lazio che cresce 2026”, organizzata dalla Regione Lazio per presentare le opportunità della Programmazione regionale 2026/2028 cofinanziata dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), ANCE Roma–ACER ha chiesto un confronto strutturato con la filiera delle costruzioni sulle politiche per la casa e le infrastrutture territoriali.
Antonio Ciucci ha sottolineato che “solo dall’ascolto possono emergere le criticità e dunque le soluzioni”, richiamando l’importanza di un dialogo continuo su norme e strumenti operativi che incidono direttamente su cantieri, investimenti e rigenerazione urbana.
Nel suo intervento, Ciucci ha indicato come direttrici strategiche la riprogrammazione delle risorse, con attenzione a temi “molto cari” al settore e al territorio: housing sociale, emergenza idrica e dissesto idrogeologico.
La linea è chiara: dopo la spinta dei fondi PNRR, occorre “guardare al futuro” e consolidare un livello di investimenti che, per reggere, dovrà integrare risorse regionali, nazionali ed europee.
Sul capitolo casa, il presidente ha citato nuove risorse dedicate e ha evidenziato che l’obiettivo non è solo lo stanziamento, ma l’effetto leva: misure di accessibilità e strumenti (anche tramite partenariato pubblico-privato) che rendano quei fondi capaci di moltiplicare gli investimenti.
La richiesta politica-operativa è netta: “se si parla di casa, si coinvolgano i costruttori”, perché la programmazione diventi rapidamente esecutiva e cantierabile.
Ciucci ha ricordato inoltre il peso del comparto, indicando che il mondo dell’edilizia nel Lazio “conta 60mila addetti”, un dato che rende ancora più urgente la stabilità delle politiche e la certezza dei processi amministrativi.
Per ANCE Roma–ACER, la sfida 2026/2028 passa quindi da un metodo: ascolto, definizione delle criticità e costruzione di soluzioni condivise, così da trasformare la programmazione in opere e servizi per i cittadini.