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Consegnati i lavori per il presidio di controllo frontaliere: un investimento da 3,39 milioni di euro per realizzare una delle strutture più moderne dell'Adriatico.
Consegnati i lavori per il presidio di controllo frontaliere: un investimento da 3,39 milioni di euro per realizzare una delle strutture più moderne dell'Adriatico.
Il porto di Ancona volta definitivamente pagina dopo il devastante rogo del 2020. Sono stati ufficialmente consegnati ieri i lavori per la riqualificazione di una porzione strategica del padiglione ex Tubimar, destinata a ospitare i nuovi presidi operativi per i controlli sanitari di frontiera sulle merci in importazione. L'intervento, affidato a un'associazione temporanea di imprese marchigiane (Elettro Stella srl e Mannocchi Luigino), trasformerà un'area di 1.600 metri quadrati in un hub tecnologico all'avanguardia per la sicurezza alimentare e veterinaria.
Il progetto, redatto da Dida Studio srl, prevede una struttura su due livelli dotata di celle frigorifere, laboratori e uffici dove opereranno i veterinari dell'Uvac e i medici del porto (Usmaf). L'investimento complessivo di 3,39 milioni di euro segue due precedenti fasi di messa in sicurezza e ripristino strutturale (per un totale di circa 1,3 milioni), rese possibili solo dopo la conclusione degli accertamenti giudiziari sull'incendio di sei anni fa. I tempi di realizzazione sono fissati in 390 giorni.
"L'avvio di questi lavori rappresenta un ulteriore passaggio per la creazione di un porto moderno e al servizio delle esigenze del cluster marittimo", ha dichiarato Vincenzo Garofalo, Presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. "Una nuova struttura strategica per cogliere le opportunità dei traffici di prodotti deperibili, che trasforma l'ex Tubimar in un polo produttivo centrale". Oltre al presidio sanitario, l'area vedrà la nascita di un distretto per la nautica di lusso su oltre 30 mila metri quadrati, consolidando il rilancio dello scalo dorico.