Breaking news Infrastrutture Energetiche - Anie: rinnovabili in frenata, nel 2025 calano le installazioni, -8,2%

Il fotovoltaico trascina il segno meno dopo un quadriennio di crescita: l'Italia si ferma a 6,2 GW e guarda con apprensione ai target del 2030.

(Prima Pagina News)
Giovedì 19 Marzo 2026
Roma - 19 mar 2026 (Prima Pagina News)

Il fotovoltaico trascina il segno meno dopo un quadriennio di crescita: l'Italia si ferma a 6,2 GW e guarda con apprensione ai target del 2030.

Si interrompe bruscamente il trend positivo che ha caratterizzato l'ultimo quadriennio della transizione energetica italiana.

Secondo le ultime analisi diffuse da Anie, l'anno 2025 si è archiviato con un bilancio deficitario rispetto all'esercizio precedente, segnando una contrazione dell'8,2% nelle nuove attivazioni di impianti alimentati da fonti pulite, per un volume complessivo di appena 6,2 GW installati.

A pesare in modo determinante su questo rallentamento è stata la performance negativa del comparto fotovoltaico, che ha frenato la corsa verso gli obiettivi di decarbonizzazione.

In un panorama prevalentemente statico, l'unica nota di dinamismo giunge dalle operazioni di manutenzione e potenziamento degli asset già in funzione, che hanno registrato un incremento del 16% trainato principalmente dal settore delle bioenergie, laddove tutti gli altri comparti hanno invece imboccato la via del declino. Il quadro attuale è reso ancora più complesso dalle tensioni geopolitiche internazionali.

Lo scoppio delle ostilità in Medio Oriente ha infatti esasperato la volatilità dei prezzi del gas, innescando un effetto domino sui costi dell'elettricità che preoccupa l'intera filiera industriale.

In questo scenario, il presidente di Anie Andrea Cristini ha lanciato un monito sulla necessità di una stabilità normativa immediata, indispensabile per sbloccare i flussi di capitale verso la produzione green. Cristini ha invocato un'azione governativa più decisa, mirata a snellire le procedure burocratiche e ad accelerare iter autorizzativi che oggi appaiono troppo farraginosi.

Al 31 dicembre 2025, la potenza rinnovabile complessiva in esercizio nel Paese ha raggiunto gli 83,5 GW, distribuiti su una rete di oltre 2,1 milioni di impianti, un numero che però appare insufficiente rispetto ai traguardi fissati dal PNIEC. Il documento strategico impone infatti di traguardare i 131 GW entro il 2030, il che richiederebbe una sterzata decisa per garantire un incremento del 57% nel prossimo quinquennio.

Sul fronte dei consumi, nell'ultimo anno le rinnovabili hanno soddisfatto il 41,1% del fabbisogno elettrico nazionale, con una produzione di 128 TWh su una richiesta totale di circa 311,3 TWh.

Analizzando il mix produttivo, spiccano i 44,3 TWh generati dal sole e i 41,4 TWh dall'idroelettrico, seguiti dai 21,4 TWh dell'eolico, dai 15,7 TWh delle bioenergie e dai 5,3 TWh della geotermia.

Nonostante il fotovoltaico sia riuscito a incrementare la propria produzione del 25,1% grazie alla capacità allacciata nell'anno, il resto delle fonti ha sofferto: l'idroelettrico ha subito un crollo verticale del 21,2%, mentre l'eolico è arretrato del 3,3%.

Sostanzialmente invariate le bioenergie e la geotermia (-0,3%). Questo squilibrio ha portato la quota complessiva di energia verde nel paniere elettrico a contrarsi, scendendo dal 42% del 2024 all'attuale 41,1%.


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