Calabria.Live ha festeggiato 10 anni a Roma: il quotidiano dei calabresi nel mondo ha guardato al futuro

Al Palazzo dell’Informazione Adnkronos, il quotidiano diretto da Santo Strati ha celebrato un decennio di informazione indipendente sulla “bella Calabria”, tra interventi delle istituzioni, del mondo accademico e della società civile, rilanciando il ruolo strategico della cultura e dell’innovazione per l’immagine della regione nel mondo.

di Maurizio Pizzuto
Sabato 14 Marzo 2026
Roma - 14 mar 2026 (Prima Pagina News)

Al Palazzo dell’Informazione Adnkronos, il quotidiano diretto da Santo Strati ha celebrato un decennio di informazione indipendente sulla “bella Calabria”, tra interventi delle istituzioni, del mondo accademico e della società civile, rilanciando il ruolo strategico della cultura e dell’innovazione per l’immagine della regione nel mondo.

Dieci anni di informazione quotidiana, gratuita e indipendente, al servizio dei calabresi nel mondo: è stato il traguardo che Calabria.Live ha festeggiato a Roma, negli spazi del Palazzo dell’Informazione Adnkronos, in una serata che ha riunito istituzioni, accademici, professionisti e rappresentanti dell’associazionismo calabrese nella Capitale. Un compleanno che, nelle parole del fondatore e direttore Santo Strati, ha segnato il bilancio di un progetto editoriale nato sul web e oggi riconosciuto come uno dei punti di riferimento più autorevoli per la narrazione positiva della Calabria, dai piccoli centri dell’entroterra ai tanti connazionali all’estero.

A fare da cornice alla celebrazione è stata la scelta non casuale di Adnkronos, casa storica del giornalismo italiano, e la presenza del suo fondatore Pippo Marra, calabrese di origini e romano d’adozione, salutato come esempio emblematico della capacità dei calabresi di trasformare una visione in un progetto editoriale di successo. Dal palco, Strati ha ricordato come il quotidiano – nato nel 2017 con una formula digitale innovativa e poi divenuto un appuntamento fisso sull’edizione digitale – si sia retto in questi anni su donazioni e abbonamenti sostenitori, senza contributi pubblici, rivendicando così una piena indipendenza nella scelta delle notizie e nell’interpretazione dei fatti.

Nel corso della serata si sono alternati i saluti istituzionali e gli interventi di esponenti del mondo politico, accademico ed economico, tutti accomunati dall’idea che una nuova narrazione della Calabria, capace di valorizzare competenze, eccellenze e storie di riscatto, sia stata e continui a essere una leva decisiva per lo sviluppo del territorio. Tra i temi al centro del dibattito vi sono stati il futuro del Mezzogiorno, le sfide infrastrutturali – a partire dal Ponte sullo Stretto – e l’impatto dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale sui processi formativi, produttivi e comunicativi, con l’accento posto sul ruolo dei media locali nel contrastare stereotipi e semplificazioni.

Dal palco è emersa con forza l’idea di un giornalismo che avesse messo al centro la “bella Calabria”: quella dei campus universitari competitivi a livello internazionale, delle comunità scientifiche e imprenditoriali che hanno investito in ricerca e innovazione, delle professionalità diffuse nei campi della cultura, della sanità, delle professioni tecniche. In questo quadro, Calabria.Live è stato indicato come strumento quotidiano di connessione tra la regione e le sue comunità nel resto d’Italia e all’estero, canale privilegiato per raccontare storie, promuovere eventi, sostenere prodotti e progetti che hanno contribuito a costruire una reputazione diversa e più fedele alla complessità del territorio.

A chiudere l’incontro sono stati i ringraziamenti della redazione e del direttore agli abbonati, ai lettori e ai collaboratori che hanno accompagnato il quotidiano nel suo primo decennio e che ne hanno garantito la capillarità, con edizioni digitali e supplementi settimanali diffusi in Calabria, nel resto d’Italia e nelle comunità calabresi nel mondo. Un patrimonio di fiducia costruito giorno dopo giorno, con un giornalismo attento alle fonti, aperto al confronto e orientato a dare voce a una Calabria che non si è rassegnata alla fuga dei giovani, ma che ha investito su competenze, radici e identità per giocare da protagonista la partita dello sviluppo.


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