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Le opposizioni: "Musumeci si dimetta". Salvini: "Niente fondi dal Ponte".
Le opposizioni: "Musumeci si dimetta". Salvini: "Niente fondi dal Ponte".
L’emergenza idrogeologica in Sicilia si trasforma in un caso politico nazionale. Mentre i dati tecnici delineano uno scenario apocalittico, con un movimento franoso a Niscemi pari a 350 milioni di metri cubi (una volta e mezzo il disastro del Vajont), a Roma esplode lo scontro tra governo e opposizioni sulla gestione dei soccorsi e sulla prevenzione mancata.
Il Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, ha annunciato che proporrà al Consiglio dei Ministri un’indagine amministrativa per fare luce sulle omissioni seguite alla prima frana del 1997. "Voglio capire perché siamo arrivati a un punto di non ritorno e se ci sia stata una sottovalutazione del fenomeno", ha dichiarato il Ministro, parlando di "superficialità" durate tre decenni.
Le opposizioni (Pd, M5S, Iv e Avs) non accettano la linea del Ministro e ne chiedono le dimissioni, sollecitando invece un’informativa urgente della premier Giorgia Meloni. Angelo Bonelli (Avs) è stato netto: "Musumeci è inadeguato, aveva i documenti sui rischi e non ha agito".
Il primo cittadino di Niscemi, Massimiliano Conti, respinge le accuse di immobilismo: "Abbiamo documentazione e lettere inviate a ogni anniversario dal 1997. Solo a dicembre 2025 abbiamo ottenuto i fondi della fase 2 e 3; i progetti ci sono".
Intanto, l'Autorità di Bacino ha disposto l'inedificabilità assoluta su 25 kmq, estendendo l'area di rischio ben oltre la zona rossa attuale (150 metri). Centinaia di case rischiano di non essere mai più abitate.
Mentre si contano 1.309 sfollati (la maggior parte ospitata da parenti e amici), il dibattito si sposta sulle risorse. Matteo Salvini ha blindato i fondi per il Ponte sullo Stretto: "Non saranno dirottati, sono fondi per investimenti. Troveremo altre risorse senza bloccare i cantieri aperti".
Raffaele Fitto (UE) ha confermato l'impegno della Commissione Europea per attivare il Fondo di Solidarietà dopo i danni dell'uragano Harry.
Per quanto riguarda le misure economiche, Musumeci ha annunciato la sospensione dei mutui e ammortizzatori sociali per le aziende inattive a causa del disastro.
I monitoraggi dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile indicano una momentanea stabilità del fronte, nonostante le piogge. Tuttavia, il Capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, avverte: il movimento è ancora attivo, "lento ma inesorabile".
"Io do soltanto un dato che riesce a dare la cifra. In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont", ha detto Ciciliano al programma di Sky Tg 24 "Start".