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I dati sul mercato logistico 2035.
I dati sul mercato logistico 2035.
La riforma della portualità italiana entra nel vivo del dibattito parlamentare. All'assemblea annuale di Federlogistica, il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha lanciato un segnale di distensione, dichiarando la disponibilità del Governo a ridiscutere i contenuti del disegno di legge durante l'iter alla Camera.
Il viceministro ha difeso l’impianto normativo approvato in Consiglio dei Ministri, sottolineando come la posizione geografica dell'Italia non sia più sufficiente a garantirne il primato nel Mediterraneo. "Di tutto il resto si può parlare, ma l'armonizzazione dei servizi e la proiezione sui mercati esteri sono punti essenziali", ha spiegato Rixi.
L'obiettivo è creare una "Carta dei servizi omogenea" che elimini le frammentazioni tra i vari scali nazionali su temi cruciali come sdoganamento, dragaggi, bilanci e digitalizzazione.
Nonostante il consenso sulla necessità di una riforma, il presidente onorario di Federlogistica, Luigi Merlo, ha espresso forti riserve sulla governance.
Il punto più critico riguarda la creazione di "Porti d'Italia": per quanto riguarda la regia pubblica, secondo Merlo, il coordinamento strategico non può essere affidato a una Spa, ma deve restare un'azione politica in capo al Ministero o a un'agenzia interamente pubblica; per il supporto tecnico, Merlo promuove invece l'idea di un soggetto pubblico che supporti o sostituisca le Autorità di Sistema Portuale (AdSP) nella realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, spesso frenate dalla mancanza di strutture tecniche adeguate.
L’assemblea ha evidenziato come la logistica sia diventata il vero ago della bilancia della geopolitica mondiale.
Il presidente di Federlogistica, Davide Falteri, ha presentato dati impressionanti: il fatturato logistico mondiale supererà i 30 mila miliardi di dollari entro il 2035; il settore incide già oggi per il 9-10% del PIL globale.
L'innalzamento dei mari, secondo i dati Enea, minaccia di far scomparire un terzo delle coste italiane entro 50 anni, rendendo urgenti interventi di protezione e sostenibilità. In questo scenario, la capacità di governare i flussi merceologici determinerà quali nazioni rimarranno centrali e quali verranno emarginate dal mercato globale.