Inflazione: l'Istat conferma il rialzo a febbraio, +1,5% su base annua

L'accelerazione dei prezzi è trainata da trasporti e servizi ricreativi, mentre frena il comparto energetico. L'inflazione di fondo sale al 2,4% e il "carrello della spesa" si attesta al +2,0%.

(Prima Pagina News)
Martedì 17 Marzo 2026
Roma - 17 mar 2026 (Prima Pagina News)

L'accelerazione dei prezzi è trainata da trasporti e servizi ricreativi, mentre frena il comparto energetico. L'inflazione di fondo sale al 2,4% e il "carrello della spesa" si attesta al +2,0%.

A febbraio 2026, l’inflazione in Italia torna a scaldarsi, pur fermandosi un gradino sotto le attese iniziali. Secondo i dati definitivi dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) ha registrato un incremento dello 0,7% su base mensile e del 1,5% su base annua, un’accelerazione decisa rispetto al +1,0% di gennaio, anche se la stima preliminare (+1,6%) è stata leggermente limata.

A trainare i rincari è soprattutto il comparto dei servizi, che cresce del 3,6% (era +2,5% a gennaio), spinto dai trasporti (da +0,7% a +2,9%) e dai servizi ricreativi e culturali (da +3,0% a +4,9%). Anche nel settore alimentare si nota un doppio binario: mentre i prodotti non lavorati accelerano al 3,7%, quelli lavorati rallentano all'1,4%.

Al contrario, la spinta deflativa arriva ancora dal settore energetico, con i prezzi regolamentati in picchiata dell'11,6% e quelli non regolamentati giù del 6,2%. L’inflazione di fondo, che esclude energetici e alimentari freschi per misurare la tendenza strutturale dei prezzi, risale sensibilmente dal +1,7% al 2,4%.

Sul fronte del "carrello della spesa" (beni alimentari e per la cura della casa), l'aumento è del 2,0%, stabile rispetto ai mesi precedenti. Tra i rincari congiunturali più immediati spiccano i tabacchi (+3,3%), i servizi ricreativi (+2,1%) e i trasporti (+1,9%), mentre gli alimentari lavorati registrano una lieve flessione del -0,5%.

Complessivamente, l’inflazione acquisita per il 2026 si attesta al +1,1%, valore identico anche per la componente core. L’indice armonizzato IPCA segna un +0,5% mensile e un +1,5% annuo, mentre l’indice FOI per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi, cresce dello 0,5% su base mensile e dell’1,1% su base annua.


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