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"Dal 2011 a oggi il conto sale a 436 miliardi, cifre che tengono il Paese ancorato al passato".
"Dal 2011 a oggi il conto sale a 436 miliardi, cifre che tengono il Paese ancorato al passato".
Il nuovo rapporto "Stop Sussidi Ambientalmente Dannosi 2026" di Legambiente scuote il panorama energetico nazionale, mettendo nel mirino le scelte finanziarie del governo Meloni.
Secondo l'analisi presentata oggi, l'Italia ha destinato ben 48,3 miliardi di euro a sussidi ambientalmente dannosi (Sad) nel corso del 2024, distribuiti su 76 diverse voci che includono infrastrutture, progetti e attività legate direttamente o indirettamente ai combustibili fossili.
Si tratta di un aumento strutturale rispetto ai 45,3 miliardi dell'anno precedente, escludendo le misure eccezionali legate al caro-bollette.
Il bilancio storico tracciato dall'associazione è ancora più pesante: negli ultimi 15 anni, la spesa complessiva per sostenere modelli economici inquinanti ha raggiunto la cifra monumentale di 436 miliardi di euro. Legambiente sottolinea come circa 23,1 miliardi di Sad potrebbero essere cancellati immediatamente, liberando risorse preziose per finanziare la transizione energetica, il welfare e l'innovazione tecnologica, mentre altri 25,2 miliardi andrebbero rimodulati entro il 2030 per centrare gli obiettivi climatici europei.
Uno dei fronti più critici riguarda il settore estrattivo. "Nel 2024, l'inadeguatezza dei canoni e delle tasse nel settore oil & gas, aggravata da esenzioni e tetti massimi sulle royalties, ha comportato 547,4 milioni di euro di mancati introiti per lo Stato rispetto ad altri Paesi", denuncia l'associazione, chiedendo lo stop definitivo ai favori per le trivellazioni e alle garanzie pubbliche fornite da Sace e Cdp al comparto del gas.
Infine, il report evidenzia un incremento preoccupante nei contributi destinati alle centrali elettriche a fonti fossili, passati in un anno da 1,02 a 1,18 miliardi di euro.
Pur riconoscendo le necessità specifiche di territori svantaggiati o isole minori, Legambiente sollecita il governo a trasformare questi aiuti in investimenti strutturali per le rinnovabili, riducendo la dipendenza dalle importazioni di gas e proteggendo definitivamente famiglie e imprese dall'instabilità dei prezzi dei mercati energetici globali.