Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Il progetto offshore segna il debutto dell'estrazione di gas non associato nel Paese. Produzione a pieno regime entro il 2026 per potenziare l'export di GNL e il fabbisogno locale.
Il progetto offshore segna il debutto dell'estrazione di gas non associato nel Paese. Produzione a pieno regime entro il 2026 per potenziare l'export di GNL e il fabbisogno locale.
Eni ha ufficializzato l'inizio operativo delle forniture di gas provenienti dal giacimento Quiluma, situato nelle acque offshore dell'Angola.
Si tratta di un passo fondamentale per la strategia energetica del Gruppo nel continente africano, con un flusso iniziale di 150 milioni di piedi cubi standard (Mmscf) al giorno.
Il piano di sviluppo prevede un rapido incremento della capacità estrattiva, che punta a raggiungere i 330 Mmscf quotidiani nel corso del 2026.
La risorsa estratta viene convogliata verso l'impianto di trattamento di Ngc a Soyo, entrato in funzione nel novembre 2025, per poi essere indirizzata all'infrastruttura di Angola Lng.
Questo circuito consentirà non solo di massimizzare le esportazioni di gas naturale liquefatto del Paese verso i mercati internazionali, ma anche di sostenere il consumo interno per favorire la crescita industriale e civile locale.
Il consorzio New Gas Consortium (Ngc) — composto da Azule Energy (operatore con il 37,4%), Cabgoc (31%), Sonangol E&P (19,8%) e TotalEnergies (11,8%) — rappresenta l'avamposto per lo sfruttamento dei primi giacimenti di gas non associato della Repubblica dell'Angola.
Azule Energy, la joint venture paritetica tra Eni e bp che gestisce le operazioni, si conferma un player dominante nella regione con una produzione complessiva superiore ai 230.000 barili equivalenti di petrolio al giorno, guidando la transizione e lo sviluppo energetico del Paese.