Mattarella a Firenze: "Costituzione nata da intesa tra cultura e politica, ora sovranità a rischio"

Il Capo dello Stato riceve la laurea honoris causa alla Cesare Alfieri: "Soggetti tecnologici e finanziari pretendono di agire fuori dalle regole".

(Prima Pagina News)
Martedì 10 Marzo 2026
Firenze - 10 mar 2026 (Prima Pagina News)

Il Capo dello Stato riceve la laurea honoris causa alla Cesare Alfieri: "Soggetti tecnologici e finanziari pretendono di agire fuori dalle regole".

La democrazia italiana affonda le sue radici in una "collaborazione autentica e profonda tra studiosi e rappresentanti politici", un'alleanza che ha permesso di porre le basi per la rinascita del Paese nel segno della libertà.

Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Firenze in occasione del conferimento della laurea magistrale honoris causa per i 150 anni della Scuola di scienze politiche Cesare Alfieri.

Il Capo dello Stato ha colto l'occasione per ricordare come l'Assemblea Costituente si sia giovata del contributo di uomini di cultura e studiosi di ogni orientamento che, accanto alla componente politica, hanno saputo dialogare senza pregiudizi.

"La cultura e la scienza sono per loro autentica natura aperte all’interlocuzione, non pretendono di possedere verità assolute, sono inclini a trovare punti di incontro, a raggiungere mediazioni, senza rinunciare ad affermare principi e valori. Questo rese possibile la nostra Costituzione", ha spiegato Mattarella, evidenziando come quella stagione fu caratterizzata da uno spirito di sintesi fondamentale per il bene comune.

Un equilibrio che oggi, tuttavia, deve fare i conti con una contemporaneità che impone "sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli ambiti istituzionali".

L'analisi del Presidente si è poi spostata sui nuovi poteri globali, identificati in "soggetti tecnologici e finanziari" la cui influenza sulla vita quotidiana di singoli e comunità è in costante crescita.

Secondo il Capo dello Stato, la vera insidia risiede nella "pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati". Si tratterebbe di una spinta a operare "al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali", con il risultato di "erodere la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi".


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