Mercati: settimana da incubo per le Borse europee, in fumo 918 miliardi

Il conflitto in Medio Oriente e la crisi dell'occupazione Usa scatenano il panico sui listini. Il petrolio vola del 30% in sette giorni: l'inflazione energetica mette all'angolo Fed e Bce.

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Venerdì 06 Marzo 2026
Roma - 06 mar 2026 (Prima Pagina News)

Il conflitto in Medio Oriente e la crisi dell'occupazione Usa scatenano il panico sui listini. Il petrolio vola del 30% in sette giorni: l'inflazione energetica mette all'angolo Fed e Bce.

I mercati finanziari globali hanno vissuto una delle peggiori settimane degli ultimi anni, con le Borse europee che hanno visto andare in fumo ben 918 miliardi di euro di valore (indice Stoxx 600).

 

A pesare come un macigno sono tre fattori concomitanti: l'esplosione del conflitto bellico in Medio Oriente, la debolezza inattesa del mercato del lavoro statunitense e la corsa sfrenata del prezzo del petrolio. Piazza Affari è tra le peggiori, chiudendo la seduta a -1,02% e accumulando un passivo settimanale che supera la soglia psicologica del 6%.

 

Il settore energetico è in pieno fermento dopo che il Qatar ha avvertito che la guerra potrebbe interrompere le spedizioni di idrocarburi attraverso lo stretto di Hormuz nel giro di poche settimane. Questo monito ha spinto il Brent e il Wti oltre i 90 dollari al barile, con un balzo del 30% in una sola settimana. Gli analisti non escludono che, in caso di blocco prolungato, il greggio possa toccare i 150 dollari.

 

Anche il gas subisce l'onda d'urto, guadagnando oltre il 5% e attestandosi a 53,39 euro al Mwh, livelli che minacciano di alimentare nuovamente un'inflazione globale fuori controllo.

 

In questo clima di estrema incertezza, le banche centrali si trovano bloccate in un paradosso operativo. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve deve gestire il brusco rallentamento dell'occupazione — a febbraio si sono persi 92mila posti di lavoro con la disoccupazione salita al 4,4% — ma il rischio inflattivo legato all'energia impedisce i tagli dei tassi invocati dall'amministrazione Trump. In Europa, sebbene il governatore spagnolo Jose Luis Escrivà escluda interventi immediati, il mercato scommette su un rialzo della BCE di 25 punti base entro l'anno per contenere i costi energetici.

 

Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ha lanciato un monito sui pericoli per il sistema economico europeo, già gravato da costi energetici rilevanti e ora minacciato dal crollo dei mercati e dai rischi sui commerci internazionali. La stabilità dell'area dipenderà interamente dalla durata del conflitto e dalla capacità di mantenere aperto il passaggio vitale dello stretto di Hormuz, unico argine contro una recessione guidata dall'inflazione energetica.


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